Home Politica Viterbo, la “mezza opposizione” riunisce “la famiglia” e grida contro la maggioranza: ma le voci sono flebili e i loro volti tristi, altro che battaglieri
Viterbo, la “mezza opposizione”  riunisce “la famiglia” e grida contro la maggioranza: ma le voci sono flebili e i loro volti tristi, altro che battaglieri

Viterbo, la “mezza opposizione” riunisce “la famiglia” e grida contro la maggioranza: ma le voci sono flebili e i loro volti tristi, altro che battaglieri

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Quindi secondo la mezza opposizione (senza i Popolari del pd e la Frontini e i suoi consiglieri) in Comune Arena sarebbe il “peggior sindaco di sempre”: per carità, ognuno può pensarla come vuole, anche io non ho risparmiato critiche anche pesanti a questa amministrazione, però…. diciamo che il quadro d’insieme che offre la suddetta mezza opposizione non è proprio allegrissimo ora vediamo perchè… (eccola sopra riunita al Bar Rofolfo, forse l’unica scelta felice del loro rendez vous).

Se uno guarda i singoli rappresentanti della “cordata” o meglio della “famiglia di fatto” ieri presente in conferenza stampa molto si rattrista: se si esclude Francesco Serra, l’unico là in mezzo con una sua visione politica (anche se ormai totalmente impigrito e disinteressato alle cose politiche locali), abbiamo le riscaldatissime minestre del “perennemente autoelogiativo” Alvaro Ricci dallo share mediatico ormai azzerato, le timide comparsate della “materna” Lina Delle Monache, le rapsodiche nevrosi politiche del filipporossiano Barelli, il “segretario in campo” del Caffeina Party, e le evoluzioni sovente incomprensibili del pensiero del carneade pentastellato Massimo Erbetti, ora in realtà milite di rinforzo dell’esercito vivaviterbista.

Un panorama familiar-amicale da dopolavoro ferroviario, una accolita di “non leader” con la pretesa di esserlo che si radunano quasi per proteggersi a vicenda, che vedi meglio andare al cinema o a giocare a biliardo insieme che a fare politica.

Ma intanto la mezza opposizione quella è, pronta a definire il Natale viterbese un fallimento a livello di presenze (Erbetti in difesa del Caffeina Party, supportato dall’immancabile Alvaro Ricci) o ad auto-rappresentarsi come martire della politica, ad un passo dalle dimissioni (come il Barelli, le cui dimissioni eventuali per traffico di influenze saranno decise dalla direttrice generale del Comune e dal consiglio comunale, non da lui).

E quella è e tale resterà fino a fine mandato di Arena che viste le premesse raccontate qui il primo cittadino non dovrebbe neanche tanto faticare a raggiungere, mentre con la lampada di diogene toccherà girare in lungo ed in largo la città per scoprire dove si nasconda il più volte evocato sui giornali di regime “centrosinistra allargato”.

(pasquale bottone)

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