Home Politica Viterbo, la guerra nei “democratici”: “Nel partito ora funziona solo la “macchina delle espulsioni”, si è perso il senso di comunità”, cittapaese.it incontra l’ex onorevole sospeso dal Pd Alessandro Mazzoli
Viterbo, la guerra nei “democratici”: “Nel partito ora funziona solo la “macchina delle espulsioni”, si è perso il senso di comunità”, cittapaese.it incontra l’ex onorevole sospeso dal Pd Alessandro Mazzoli

Viterbo, la guerra nei “democratici”: “Nel partito ora funziona solo la “macchina delle espulsioni”, si è perso il senso di comunità”, cittapaese.it incontra l’ex onorevole sospeso dal Pd Alessandro Mazzoli

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Tra i sospesi dal garante Pd, dopo gli scorsi fatti elettorali (comunali) anche l’ex onorevole Alessandro Mazzoli che dovrà restare fuori dal partito in un periodo come questo pre-congressuale di 6 mesi: l’ex deputato ha accettato di rispondere a qualche domanda di cittapaese.it

Come ha preso la decisione della commissione di garanzia del pd?

“Come la prova provata che nel Pd funziona solo la macchina delle espulsioni, null’altro: trovo il provvedimento inutilmente punitivo e minoritario essendo passato con il parere favorevole  di soli 7 componenti su 13, decisioni del genere a mio avviso andrebbero prese a larga maggioranza. In queste settimane ho cercato di spiegare alla commissione come si era arrivati a questo punto, ho parlato solo io per più di mezz’ora, ma non è servito a nulla. Ho avuto netta l’impressione che tutto fosse  stato organizzato per fini di supremazia interna al partito, c’era da sconfiggere ogni eventuale dissenso ed ogni discussione che dovrebbero invece caratterizzare una comunità, aprirla ad un costruttivo dialogo democratico”.

Lei ritiene che la rottura pre-comunali fosse inevitabile? 

“Avevamo provato molte volte a confrontarci, a dire la nostra, ma fossimo rimasti avremmo solo dovuto ratificare decisioni prese da altri: non si potevano affrontare le comunali con un partito privo di organismi dirigenti, dove l’unione comunale aveva già assunto un atteggiamento egemonico, insofferente nei confronti di ogni critica, offensivo nei confronti della minoranza. La commissione di garanzia avrebbe dovuto esaminare tutto ciò, ascoltando magari anche gli autori della denuncia contro di noi, non solo noi. Vede, questa è la prova che si è trattato di un provvedimento che non risolve nulla, spacca solo ulteriormente il partito, nasce solo per cercare di intimidire l’unico rappresentante istituzionale che oggi ha il partito ed eliminare ogni voce critica. Così non si va da nessuna parte, muore solo il pd”.

Ed ora che succederà ?

“Non potremo votare ai congressi, ma alle primarie sì, lavoreremo sodo per ripristinare il dialogo ed un civile confronto nel pd, io personalmente dedicherò tutte le mie energie a questo, Il partito così come è non ha alcuna ragione di essere, bisogna ripartire in primis proprio dal senso di comunità smarrito. Ci vorrà tempo, bisognerà attendere il congresso, ma riusciremo a far rinascere quello che era lo spirito originario del nostro progetto politico: dovremo attraversare una fase interlocutoria, certo, ora non è facile dare una immagine identitaria precisa nel clima teso precongressuale, questo lo dico anche per quello che riguarda il nazionale ovviamente”.

Pd spaccato e maggioranza di cdx al comune che si sposta sull’estrema destra….

“Ciò non riguarda solo Viterbo, ma tutta Italia dopo l’esplosione della lega che ha sottratto molti voti anche a sinistra: ci vorrà un ascolto molto più attento delle esigenze e dei problemi dei cittadini, ma oggi l’elettorato è molto instabile e fluido, dobbiamo riconquistare la nostra gente con molta umiltà e attenzione”.

(pasquale bottone)

Nella foto Alessandro Mazzoli con Enrico Panunzi

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