Home Politica Viterbo, la “decrescita infelice”, tutti vogliono salvare l’economia, ma quale? 4 ristopub e qualche baretto? L’economia non c’è, va creata
Viterbo, la “decrescita infelice”, tutti vogliono salvare l’economia, ma quale? 4 ristopub e qualche baretto? L’economia non c’è, va creata

Viterbo, la “decrescita infelice”, tutti vogliono salvare l’economia, ma quale? 4 ristopub e qualche baretto? L’economia non c’è, va creata

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Si parla tanto di rilanciare l’economia cittadina per uscire dalla emergenza covid, ma forse si fa molta confusione sui concetti: che i bar, ristoranti, bar, debbano avere occasioni in più per ripartire, più spazi a costi ridotti, tasse più sopportabili mi sembra più che legittimo: che però si voglia chiamare tutto questo “economia viterbese” appare discutibile,

Viterbo non ha un’economia ben precisa, perchè non ha identità come città, non ha mai avuto un disegno che la riguardasse e che la sottraesse ad un isolamento grave e vistoso rispetto al resto della penisola: città termale, città d’arte, città dell’aeroporto, le potenzialità delle vetus urbs sono state sempre esclusivamente espresse in fiumi di parole e retorica a basso costo.

Ed una città che non ha una economia ben precisa ha poco lavoro e distribuito per lo più, quello decente, secondo rigidi criteri clientelari ( posti pubblici per lo più): per il resto ha gente che vive di rendita (terreni, case, etc.) o di commercio e che mira solo a tenersi stretti i suoi piccoli o grandi guadagni senza avere responsabilità civili o civiche.

Restano gli imprenditori, casta chiusa in un suo mondo feudale che non ha spirito collettivo e mira solo ad incrementare i propri guadagni, fornendo scarsa occupazione e producendo per se stessi e i proprii affiliati piuttosto che per la città.

Come vedete non c’è nessuna economia da difendere, l’economia che sia tale non c’è: non c’ è socialità, ma individualismo tra il liberismo di provincia e la mafietta ottusa senza programmazione, la grettezza avida di solo denaro, la mancanza di creatività e di fantasia oltre che di senso di  appartenenza.

Con poveri in forte aumento che devono sapersi rendere invisibili e non creare problemi se vogliono sperare di ottenere qualche generoso avanzo.

Bisognerebbe ripartire da un’idea di comunità, da un traguardo da inseguire,  per avere un’economia, ora come ora l’economia non c’è.

(pasquale bottone)

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