Home Cronaca Viterbo, la crisi di “Caffeina”: licenziamenti in serie, azzerato l’organico, pesante la situazione debitoria
Viterbo, la crisi di “Caffeina”: licenziamenti in serie, azzerato l’organico,  pesante la situazione debitoria

Viterbo, la crisi di “Caffeina”: licenziamenti in serie, azzerato l’organico, pesante la situazione debitoria

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Mentre si discute già della prossima edizione del Festival Caffeina a Viterbo, che si dovrebbe tenere per stessa ammissione di Rossi, regolarmente, le voci che giungono dall'”ambiente Fondazione Caffeina” ci restituiscono una realtà aziendal-organizzativa in grave difficoltà.

Sarebbero stati azzerati, infatti,  gli organici di dipendenti e collaboratori,  con  tutta una serie di licenziamenti avvenuta in questi giorni; da chi sia formata la nuova struttura Caffeina Group, oltre Carramusa e l’ex presidente Rovelli non è ancora dato sapere, così come la stessa interverrà per ricapitalizzare il fondo necessario a realizzare la rassegna.

Nè, avendo parlato sia Comune che Regione di necessaria trasparenza amministrativa si riesce a capire, almeno al momento, quale possa essere l’aiuto istituzionale e se sia formalmente possibile: sembrerebbe più opportuno ora come ora far capire da parte di Rossi &C come  pensano di uscire da una pesante situazione debitoria che pare abbia già intaccato un famoso quinto dello stipendio sia di Rossi sia del dipendente comunale Andrea Baffo.

Parlare di Festival 2020 senza aver chiarito tutto ciò sembra alquanto temerario e imprudente: perchè poi una una fondazione privata in una situazione di crisi tale dovrebbe poter partecipare a bandi di concorso e magari aggiudicarseli? Non dovrebbe prima aver dimostrato di aver sanato la propria situazione debitoria? Invece si sente parlare solo di cifre necessarie a produrre la nuova edizione del festival, di cifre iperboliche di 200mila euro di costi, non si capisce se siano aspirazioni, sogni, progetti, e se tali basati su cosa: eppure una rassegna che si considera popolare e fondamentale per la città non può a questo punto non giocare a carte scoperte.

(l.r.)

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