Home Cronaca Viterbo, la città fuori dal mondo, firme, saltimbanchi, isteriche vanità e nient’altro in un tristissimo scenario di decadenza
Viterbo, la città fuori dal mondo, firme,  saltimbanchi, isteriche vanità e nient’altro in un tristissimo scenario di decadenza

Viterbo, la città fuori dal mondo, firme, saltimbanchi, isteriche vanità e nient’altro in un tristissimo scenario di decadenza

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Ragazzi, qui la situazione è grave e seria, poi ci si mette pure a fare ammuina il solito maitre a penser stra-periferico ( sarebbe datato già per gli anni sessanta) che ormai vive solo di gazzettini stra-local anche di notte e allora la baraonda è totale.

Anche perchè qui nessuno è depositario di verità assolute, di idee e progetti per la città, è tutto un fiorire di ego-ipertrofici patetici che già uscendo da porta faul sarebbero presi a fischi e pomodori.

Galeottibus e Arena non sono agli antipodi, sono due facce della stessa medaglia, una cittadina carina e telegenica quanto abitata da una percentuale infinita di individui fuori dalla realtà, che si azzuffano per questioni miserabili e denotano innanzitutto una volgarità di pensiero e di azione inaudite ( e qui il popolare non c’entra niente, perchè basta andare a Terni e ci si trova dinanzi ad un proletariato evoluto il doppio con coscienza di classe e interessi culturali di ogni genere).

Il popolare è una cosa seria, e soprattutto con c’entra niente con il populismo da provincia depressa che porta a fare finte battaglie e pelose rivoluzioni,  levate di scudi senza mordente, buttate lì per apparire.

Arena, bisogna dirlo, in queste ultime fasi della vita politica cittadina ha saputo mantenere la calma e sbeffeggiare con più efficacia di altre occasioni i Roosevelt di turno e questa vicenda finirà per rafforzare lui e la sua giunta, ricompattatasi contro il nemico invisibile.

Noi aspettiamo di leggere i progetti alternativi di chicchessìa, di vedere le indispensabili mozioni di sfiducia firmate dall’opposizione per mettere alle corde il sindaco, nella speranza di poterci occupare di una città che la smetta di fare  avanspettacolo, ma pensi a come ricostruire se stessa.

(p.b.)

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