30 Settembre 2022

Blog Giornale Quotidiano

Viterbo-Italia. esiste ancora il Partito Democratico? A Viterbo NO, comanda il “capo”, il Principe di Canepina

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Esiste ancora il Partito Democratico? A livello nazionale, il segretario Enrico Letta, succeduto all’incolore Nicola Zingaretti, fatica non poco a sollevare quello che un tempo era il primo partito italiano da un perpetuo testa a testa con Fratelli d’Italia (solitario partito d’opposizione).

Alla ricerca della vocazione maggioritaria (perduta) di veltroniana memoria, il Partito Democratico è attualmente diviso in mille correnti e sottocorrenti, perenne ostaggio delle bizze di capi e capetti, tremebonda sputacchiera di fenomeni da baraccone come il Carneade Conte e il Marchese del Grillo Calenda.

In una situazione simile, persino un voltagabbana di lungo corso come Dario Franceschini assume incongruamente la statura di un Alcide De Gasperi o di un Palmiro Togliatti.

A livello locale, siamo invece alle allucinazioni. Senza peraltro ricorrere al vecchio LSD o alla più moderna “droga dello stupro”.

Dopo che il Partito Democratico viterbese è stato conquistato, con mezzi non proprio ortodossi, dal consigliere regionale Enrico Panunzi da Canepina (lu centro de lu munnu della Tuscia), qualsiasi forma di dialettica democratica interna è stata bandita. Comanda il “capo” e tutti gli altri, dal segretario provinciale all’ultimo degli iscritti, sono trattati alla stregua di zerbini e “signorsì”.

Nessuno sa chi siano i dirigenti provinciali del Partito Democratico viterbese, ma in compenso tutti sanno che la linea politica, compresi gli accordi di potere contronatura stretti in tanti comuni e in provincia con i partiti del centro-destra, la detta Panunzi.

Malgrado non abbia ormai più nessun oppositore interno (l’ultima rimasta, Luisa Ciambella, ha preferito autosospendersi dal partito per evitare ulteriori ritorsioni e diffamazioni), Enrico Panunzi, che il suo disinteressato apologeta Telesio Scarpantibus paragona al Principe golpe e lione evocato dal Machiavelli, non riesce a trovare un candidato sindaco per il capoluogo di provincia.

Tutti scrivono e dicono, Telesio Scarpantibus in testa, che a Viterbo il candidato sindaco del Partito Democratico e dei suoi ascari romoliani-erbettiani-barelliani è, o dovrebbe essere, l’assessora regionale Alessandra Troncarelli, fiore del giardino panunziano, ma l’investitura non è stata finora ufficializzata.

Il signorotto canepinese infatti nicchia, non vorrebbe sacrificare la sua pupilla in un’elezione dall’esito incerto. Al posto della signora Troncarelli in Taratufolo si sacrificherà un fedelissimo di Panunzi, qualcuno che, nella inesorabile logica del do ut des, non può assolutamente rifiutare l’offerta? Forse che sì, forse che no.

(Enrico Zemmurri)

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