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Viterbo, in salvo i manoscritti della Biblioteca Ardenti, faldoni al primo piano

Viterbo, in salvo i manoscritti della Biblioteca Ardenti, faldoni al primo piano

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E’ partito l’estate scorsa ed è in piena fase di realizzazione da parte della Biblioteca Consorziale Viterbo il progetto di indicizzazione e valorizzazione dei manoscritti della Biblioteca comunale degli Ardenti: “Un progetto – spiega il commissario Paolo Pelliccia, “che ha richiesto prima un’attenta pianificazione, poi una lunga fase di ricerca di finanziatori e ora una accorta esecuzione. Il progetto ampio e a lungo termine, che nella sua prima fase durerà un anno, prevede la realizzazione di un indice informatico dei manoscritti che possa permettere a tutti di conoscere e orientarsi da remoto entro il nostro grandissimo patrimonio archivistico. Ci tengo a precisare però come il nostro Archivio Storico non sia un piccolo insieme di carte, ma al contrario, per mole e importanza, rappresenti senz’altro uno dei più grandi dell’Alto Lazio”.

Spiega Pelliccia: “Viterbo è stata nei secoli un punto nevralgico dell’amministrazione politica ed economica, e proprio in virtù di questa sua importanza strategica, anche quello che era ed è il simbolo della memoria del potere, ovvero l’archivio comunale, è andato man mano crescendo, diversificandosi, espandendosi. Ma l’Archivio Comunale, patrimonio della Biblioteca degli Ardenti, è solo una parte di questo che in termini tecnici viene definito un “superfondo”. Sono confluiti infatti all’interno dell’Archivio numerosissimi codici manoscritti, documentazione di conventi soppressi, corali, messali, statuti di città limitrofe, ma anche importantissime donazioni private, come quelle di Giuseppe Bustelli, di Giovanni Signorelli, di Cesare Pinzi, di numerose famiglie nobili e poi la documentazione dell’Accademia degli Ardenti, quella delle antiche Confraternite e quella delle Opere Pie. Inoltre, ed è questa una vera riscoperta, anche la Biblioteca provinciale “Anselmo Anselmi” aveva una propria sezione d’archivio, composta da oltre 300 volumi manoscritti. Un tesoro che ha bisogno di cure amorevoli e costanti, di un’attenzione quotidiana che passi da azioni quali lo spolverare i volumi, fino a identificarne i bisogni specifici: dalla programmazione di restauri, fino all’acquisto di apparecchiature per controllare temperatura e umidità, e di contenitori idonei e specifici”.

 

(fonte A.N. /

 

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