Home Cronaca Viterbo, il sindaco e lo scacchista “nero” nella poco ospitale e “razzista” Viterbo, teatrino patetico
Viterbo, il sindaco e lo scacchista “nero” nella poco ospitale e “razzista” Viterbo, teatrino patetico

Viterbo, il sindaco e lo scacchista “nero” nella poco ospitale e “razzista” Viterbo, teatrino patetico

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Se Max Capo, l’intellettuale e organizzatore culturale che tutto il mondo ci invidia, è politicamente versatile, The Mayor Giò, per non essere da meno del suo assessore (ombra) alla cultura, è al contrario ludicamente versatile. Dal gioco della scopetta, di cui il sindaco pro tempore è campione a livello mondiale, a quello degli scacchi, il passo, a differenza di quello che può superficialmente credere il viterbicolo medio (“E chi ci vò, sò bono purio, deocaro!”), non è né facile né agevole.

Dal ludico al politico, poi, il passo è più complicato ancora. Già è infatti duro da far digerire al viterbicolo medio un sindaco partigiano (“ma li valori della destra dove li mettemo, deocaro!”), figuriamo un sindaco scacchista che inaugura un torneo organizzato niente meno che da un nero (termine assolutamente ignoto al viterbicolo medio) condannato per omicidio di una fanciulla (per giunta bianca) come Rudy Guede.

La reazione del viterbicolo medio è immaginabile ma, a meno che non si voglia incorrere nelle tipologie di reato contemplate dalla cosiddetta legge Mancino (e noi francamente non lo vogliamo), ovviamente qui non riferibile. Prima partigiano e ora amico degli “assassini addirittura di colore” (definizione ancora più ignota al viterbicolo medio)!!!. Ma la calunnia, si sa, è un venticello: tutti in città ormai dicono che The Mayor Giò è diventato (orrore!) comunista.

Messo al corrente della calunniosa voce, il sindaco pro tempore è stato più che lapidario sul suo social preferito: “Macché comunista e comunista! Carletto e Danielino m’hanno chiesto un piacere e io, che sono buono di cuore, gliel’ho fatto. Tutto qui”. “Deocaro!”, ha commentato, liberato finalmente dall’angosciante dilemma (“Ma il sindaco è diventato comunista?”), il viterbese medio. E vissero tutti felici, partigiani e antirazzisti. O presunti tali.

(Fabio Messalla)

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