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Viterbo, il partigiano Johnny sfida il venerabile Tajani

Viterbo, il partigiano Johnny sfida il venerabile Tajani

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E finalmente il partigiano Johnny Arena (regolarmente iscritto all’A.N.P.I., mica pizza & fichi) prese, non il fucile, bensì la macchina per andare a Roma. Convocato, come annunciano con titoli enfatici tra il drammatico e il militarista gazzette e webgazzette stra-local, niente meno che dal Venerato Berluscones Antonio Tajani.

Il vecchio portavoce e portaborse di Silvio Berlusconi vuole infatti capire se un elemento fondamentale per Forza Italia, a Viterbo e non solo, come Johnny Mary Arena (che, ricordiamo di sfuggita, alle comunali del 2013 non riuscì neppure a farsi eleggere consigliere) sia intenzionato a rimanere nel partito o se la sua decisione di riposizionarsi con il centro-sinistra sia irrevocabile.

La partita, secondo i più ottimisti, è ancora aperta. Rimane però da capire quali sottili astuzie l’ex commissario europeo metterà sul tavolo per convincere l’ex sindaco a non abbandonare la barca (che affonda) italoforzuta.

Intanto, il previdente partigiano Johnny, non a caso campione mondiale di scopetta, ha portato con sé un mazzo di carte per sfidare Tajani sul tavolo (verde) a lui più congeniale.

Se il Venerato Berluscones accetterà la singolar tenzone a scopetta, l’ex sindaco potrebbe anche vincere, addirittura stravincere, e annunciare trionfante la sua transumanza nel centro-sinistra di Panunzi, Erbetti in Nori & Barelli.

Se, al contrario, Tajani lo sfiderà al tavolo, verde anche in questo caso, da biliardo, le cose potrebbero mettersi molto male per l’indomito partigiano Johnny.

Prima di tutto perché il Venerato Berluscones, che vanta un passato come giornalista in un periodico diretto da ben due iscritti alla Loggia massonica P2 (a cui anche padron Silvio, guarda un po’ il caso, è stato iscritto), se ne intende di grembiulini (da giocatore di biliardo, ovviamente), bocce e stecche (sempre da biliardo, precisiamo), e poi perché movimenti troppo bruschi potrebbero creare non poche difficoltà fisiche (“colpo della Strega” e affini) al pur dinamico ex insegnante di educazione fisica (che nell’ultimo quarto di secolo si è però un po’ impigrito a forza di bivaccare sugli scranni del consiglio comunale).

Fanatici come siamo del sano agonismo, non possiamo non augurarci che, anche in questa lotta all’ultima scopa o all’ultimo boccino, vinca il migliore. Evitate colpi bassi e dossier, se possibile.

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