Home Politica Viterbo, il megadirettore del gazzettino stra-local “oscura” i fantastici quattro del potentissimo Pcals, il destino cambia cavallo?
Viterbo, il megadirettore del gazzettino stra-local “oscura” i fantastici quattro del potentissimo Pcals, il destino cambia cavallo?

Viterbo, il megadirettore del gazzettino stra-local “oscura” i fantastici quattro del potentissimo Pcals, il destino cambia cavallo?

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Tutto si può dire del megadirettore galattico del webgazzettino stra-local più letto dell’universo, tranne che non abbia un fiuto eccezionale per i vincenti. Proprio per questo siamo rimasti basiti quando abbiamo visto che un comunicato del potentissimo PCASL non è stato messo in rete con l’abituale e dovuto risalto. Il destino sta cambiando cavallo e il megadirettore capisce & si adegua? Nell’Italia di Casalino, Conte, Di Maio, Zingaretti e Speranza (di capirci qualcosa dei vari Dpcm) tutto può accadere, anche che un bel giorno crolli, improvvisamente e fragorosamente, il muro di gomma, arroganza e potere del famigerato PCASL viterbicolo.

Al confronto, l’epocale caduta del Muro di Berlino sembrerà una quisquiglia. Preoccupati per le prime crepe, che l’emergenza Covid ha reso ancora più evidenti, quattro tra i più illustri e titolati esponenti del PCASL (un paio, non a  caso, hanno lavorato e lavorano nella ASL più bella del mondo) hanno vergato un compitino nel quale persino le (poche) interpunzioni sono un ispirato cantico d’amore nei confronti della dirigenza della locale ASL. Prima di loro, s’era cimentato in un gorgheggio pro ASL l’ex autista del senatore Francesco D’Onofrio, ma i tanti fischi ricevuti sicuramente avranno convinto questo miracolato della (e dalla) politica a cambiare spartito.

Esimio senatore, dia retta a noi: la prossima volta, se non vuole essere sonoramente spernacchiato, lasci il lavoro sporco a chi ha più esperienza e più pelo sullo stomaco di lei. A chi, pur di difendere sempre e comunque “la ASL”, che detta e scritta così sembra proprio la reincarnazione di Stalin o del PCUS, “non può esimersi dallo stigmatizzare alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa di alcuni personaggi politici destituite di ogni fondamento ma che hanno contribuito ad alimentare un clima di allarmismo e disorientamento tra i cittadini di cui di certo non si sentiva il bisogno”.

Quindi se un consigliere, per altro dello stesso partito degli scriventi, si permette non di rilasciare “dichiarazioni destituite da ogni fondamento” (sic: siamo dalle parti del “Tribunale del Popolo”), ma di chiedere semplici delucidazioni su quanto la ASL sta facendo nella lotta al Covid, questo consigliere è una sorta di disertore che, in quanto tale, merita la fucilazione alla schiena. Immersa in un totale delirio stalinista, la banda dei quattro del PCASL non si rende conto, o fa finta di non rendersi conto, che questo atteggiamento ricorda molto da vicino quello esibito dai regnanti francesi nel lontano 1789. Sappiamo com’è finita allora e, si parva licet, crediamo di sapere come andrà a finire ora. Unica magra consolazione per la banda dei quattro sarà il megadirettore galattico, che li accompagnerà al (simbolico) patibolo nelle vesti (per lui non inedite) di “tricoteuse”.

(Aleksandr Sacharov)

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