3 Dicembre 2022

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Blog Giornale Quotidiano

Viterbo, il dibattito politico: “Care sardine, occupatevi innanzitutto di beni comuni”, i Pesci Rossi Combattenti (Prc) scrivono ai nuovi movimentisti

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Care ‘sardine’, con rammarico prendiamo atto che non permettete a noi, ‘pesci rossi combattenti’, di unirci a voi quando navigate, in banchi, nei mari delle piazze italiane. Forse perché sapete che siamo diversi, facendo parte della fauna ittica di acqua dolce e non di mare.

In ogni caso, apprezziamo molto la vostra dichiarata connotazione antifascista e antirazzista e la vostra vocazione a disquisire intorno al modo corretto di fare politica, esortando a non assumere toni arroganti e prevaricanti. Condividiamo altresì la vostra sensibilità sui diritti umani e sulle diversità, che vi spinge a chiedere leggi o provvedimenti governativi che facilitino l’inclusione sociale. Visto che siete un banco di pesci di recente aggregazione, per ora va bene così.
Permetteteci però di auspicare che nell’immediato futuro possiate avanzare anche delle proposte concrete volte almeno ad attenuare gli squilibri economici e finanziari generati dal “capitalismo avanzato” e “terminale”, che incrementano a dismisura le ricchezze di pochi a spese di una porzione sempre più ampia di popolazione (e non solo in Italia, con ogni evidenza), facendola precipitare verso la povertà assoluta.

Non vi stiamo chiedendo di abbracciare un’ipotesi rivoluzionaria, dato che non è (e si vede) nelle vostre corde, ammesso che – almeno attualmente – sia nelle nostre.
Ci aspettiamo che sollecitiate forti politiche riformiste alla Robin Hood, tutte attuabili; quali, ad esempio, la tassa sui grandi patrimoni, la lotta ai grandi evasori, il ritorno al Pubblico di alcuni fruttuosi settori strategici dell’economia, ora in mano ai privati in regime di monopolio o di oligopolio, come le autostrade, l’acqua… insomma i ‘beni comuni’. Perché lo Stato dovrebbe intervenire solo quando le banche o le industrie sono in crisi o in dismissione, per congiunture economiche negative, frodi, incapacità o per scelte imprenditoriali scellerate o per “cannibalizzazioni” ad opera dei mercati finanziari?

Se i profitti derivanti dalle autostrade, ad esempio, arrivassero alle casse dello Stato, invece che in quelle di Atlantia e dei Benetton, non potrebbero contribuire a finanziare il “salvataggio” di settori produttivi in crisi, il Servizio Sanitario Nazionale, la Scuola Pubblica, la lotta alla povertà..? Agli stessi scopi potrebbero essere destinati i proventi ottenuti dalla tassazione dei grandi patrimoni personali o dal recupero di grandi somme evase.

Noi le succitate proposte le avanziamo da tempo, come da tempo esprimiamo la netta contrarietà all’autonomia differenziata delle Regioni, foriera di un’iniqua distribuzione territoriale di risorse economiche, con conseguenze devastanti per la Scuola Pubblica, la Sanità, per i contratti di lavoro, per il welfare.
Purtroppo la nostra voce è inascoltata, perché non siamo in Parlamento (strana idea della democrazia hanno i mass-media!) e non godiamo della vasta quanto improvvisa eco mediatica che avete suscitato voi sardine; forse a causa di nostri errori, ma anche, più probabilmente, perché così hanno deciso i potentati economici e finanziari che, di diritto o di fatto, detengono la proprietà dei mezzi d’informazione e condizionano la dialettica politica.
La vostra progressiva popolarità vi carica paradossalmente anche della grossa responsabilità (sempre che rientri nelle vostre intenzioni) di far riprendere consapevolezza alle masse popolari, ai proletari e ai sottoproletari, che i loro bisogni non potranno mai coincidere con gli interessi di chi li domina, li sfrutta o tenta di convincerli, per bocca dei chiassosi politici di destra, che perseguire penalmente, ad esempio, chi evade oltre centomila euro l’anno rappresenti una politica tutta “tasse e manette”. Sinceramente: buona nuotata!

Marco Prestininzi e Piero Arcangeli – Circolo della Conoscenza del PRC/SE – Rifondazione

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