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Viterbo, il clan dei trasformisti

Viterbo, il clan dei trasformisti

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In quel che resta di Forza Italia è il momento dei lunghi coltelli, delle accuse, degli insulti. Che però, stranamente, sono più che altro rivolti a chi è passato dal centro-destra alla destra e non a chi, invece, è passato dal centro-destra al centro-sinistra.

I transfughi berluscones capeggiati dall’ex sindaco partigiano Johnny Mary Arena, che si sono schierati con la candidata di centro-sinistra Alessandra Troncarelli, sono stati infatti trattati con i guanti bianchi dal principino-senatore Battiston de Battistoni e dai suoi fedeli vassalli.

“Saranno espulsi” (poi si è scoperto che nessuno di loro è iscritto a Forza Italia). “Forza Italia non ha niente a che vedere con la lista civica di Arena e gli altri” (Monsieur La Palice non l’avrebbe detta meglio). “Presentando la lista saranno artefici del loro destino” (Monsieur La Palice evidentemente è gettonatissimo dalle parti di Forza Italia).

Antonella Sberna e Matteo Achilli, che sono transitati da Forza Italia a Fratelli d’Italia, hanno al contrario ricevuto un trattamento molto più duro, non giustificabile neppure con il fatto che i due partiti di centro-destra si presentino in loco con due diversi candidati sindaco.

Andrea Di Sorte, commissario provinciale di Forza Italia, ha per l’appunto accusato Sberna, oltreché di ingratitudine (“è stato uno degli investimenti più importanti del nostro partito negli ultimi dieci anni”, “è stato nostro assessore con una delle deleghe più importanti nella giunta Arena”, “l’abbiamo difesa”, eccetera), di “tradimento inaspettato, compiuto a mezzo stampa, con cui ha calpestato anni di rapporti e impegno comune. Ma siamo al tempo del trasformismo, dei partiti utilizzati come taxi”.

Il commissario-oste (malgrado gestisca un ristorante molto elegante, il suo linguaggio è infatti quello di un vecchio oste) ha ragione: siamo al tempo del trasformismo.

Quello stesso trasformismo che ha consentito a Forza Italia e al PD di Panunzi di presentarsi insieme alle elezioni provinciali (una decisione unanime, sostiene il commissario-oste) e che consente, “con licenza de li superiori”, ad Arena & Co. di fare da apripista a un accordo con il centro-sinistra.

Perché è ormai chiaro a tutti con chi si schiereranno i due raggruppamenti di centro-destra se nessuno dei loro candidati dovesse andare al ballottaggio. Con Alessandra Troncarelli, così come alle comunali precedenti il centro-sinistra e gli altri partiti di regime (Rossi & Barelli+Max Erbetti in Nori) appoggiarono il centro-destra.

A proposito di trasformismo e di partiti utilizzati come taxi (la frase è del fondatore e presidente dell’Eni Enrico Mattei, che finì la sua corsa molto tragicamente).

(Adolfo Coltano) 

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