Home Politica Viterbo, il centrosinistra è una cosa seria, ma a Viterbo no (con Ricci e Barelli il naufragio è inevitabile)
Viterbo, il centrosinistra è una cosa seria, ma a Viterbo no (con Ricci e Barelli il naufragio è inevitabile)

Viterbo, il centrosinistra è una cosa seria, ma a Viterbo no (con Ricci e Barelli il naufragio è inevitabile)

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Crisi cittadina che dura da anni, Viterbo ridotta ai minimi termini dalla dilettantistica improvvisazione di gran parte dei suoi amministratori, dalla mancanza di idee, di teste pensanti, dalla perdita di ogni anche minimo rigore etico.

Una città purtroppo in larga parte per quello che riguarda la sua classe dirigente corrotta nell’anima e nella testa, dedita ad un trasversalismo senza scrupoli, affaristico, senza visione e attenzione al bene pubblico.

Un quadro asfissiante, un panorama claustrofobico, in cui la sua pessima figura la anche il centrosinistra: per i suoi elettori forse ancora un punto di riferimento, un modo di essere, una  partenza ed un approdo, ma per gli appartenenti ai partiti un gioco di società personalistico, l’esercizio di arroganti clientele, un esercizio spesso e volentieri dalle forti sfumature intimidatorie.

Conflitti di interessi giganteschi, nomine improbabili, gestione non sempre trasparente della sanità pubblica, la maggioranza pd in tuscia ha mostrato più volte di non avere contenuti, ma solo voglia di potere e chi viene da una solida cultura progressista come noi non può certo ritrovarsi in questo navigare a bassa quota, radente l’abisso, per portare a casa i risultati che contano solo per se stesso e la sua famiglia (allargata).

Non può accontentarsi l’elettore di csx di inginocchiarsi davanti al capataz di turno per avere latte, filetto e pane per sè e per i suoi, deve riprendersi il suo ruolo di osservatore attento, mantenere la sua capacità di critica, non smarrire completamente la sua dignità.

Il pd viterbese a livello provinciale ha toccato il fondo, spaccato su tutto, dominato da squadre di vendicatori la cui unica missione è quella di sconfiggere e cercare di umiliare la parte moderata del partito.

Senza neanche accorgersi, o avendo l’alterigia di non farlo, che proprio la parte moderata schiera al momento la vera nuova sinistra riformista, Luisa Ciambella, cattolica democratica molto sensibile alle istanze sociali, ma anche laica e progressista, al passo coi tempi, seria e fattiva.

Forse solo 2 3 anni fa, pur stimandola da sempre, non mi sarei spinto così avanti fino a considerarla l’unica risposta che il csx può offrire al momento al predominio di una destra locale da sempre particolarmente reazionaria e spregiudicata: ma ora dico tutto ciò con convinzione, avendo assistito tra l’altro a spettacoli da parte di esponenti del cosiddetto csx viterbese, i vari Barelli (che proprio vedo non  in linea con le culture che lo compongono), Ricci (un uomo allo specchio), modestissimi, rappresentazioni stanche e irritanti di piccoli partitini personali senza qualità politica, a caccia solo di facili esibizionismi da sagra della porchetta.

Uno spettacolo avvilente che offende da anni i tanti animi democratici cittadini ridotti al silenzio e alla irrilevanza da queste proterve alleanze destra-sinistra.

Gli elettori di csx hanno diritto ad avere rispetto della loro storia, a sentirsi rappresentati, ora non lo sono e non hanno alcuna intenzione di diventare solo squallidi saltimbanchi a caccia di prebende, sudditi anonimi che hanno perso anche l’orgoglio di essere liberi, ma anche di avere un’ideale, una visione, una appartenenza.

(pasquale bottone)

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