Home Cronaca Viterbo, il 26 riapre tutto, piazze invase da tavoli e tavolini, e la crisi?
Viterbo, il 26 riapre tutto, piazze invase da tavoli e tavolini, e la crisi?

Viterbo, il 26 riapre tutto, piazze invase da tavoli e tavolini, e la crisi?

1
0

Il 26 aprile, ormai è certo, riapriranno tutte o quasi le attività commerciali, teatri e cinema compresi. Con le dovute e necessarie precauzioni, ovviamente, questa riapertura dovrebbe essere, nelle intenzioni e nelle speranze di tutti, graduale ma irreversibile. Quindi niente più stop and go, aperture parziali e improvvise chiusure. Le vaccinazioni di massa e la conseguente immunità di gregge dovrebbero infatti rendere possibile e realistico questo scenario. Ma ritornare alla normalità dopo questo lungo periodo non sarà affatto facile. Soprattutto perché la pandemia non ha fatto altro che peggiorare, specie nella nostra provincia, la crisi preesistente.

Se infatti andiamo indietro con la memoria al 2019 e ai primi mesi del 2020, il quadro economico e sociale pre Covid non induceva certo all’ottimismo, così come oggi induce ancor meno all’ottimismo una riapertura in loco che segua la falsariga di quella dello scorso anno. Occupare marciapiedi, strade e vicoli con tavoli, tavolini, sedie e sedioline servirà sicuramente a risollevare un settore, come quello della ristorazione, tra i più colpiti dalle misure anti Covid, ma non certo a lenire, se non molto parzialmente, la crisi che, almeno da un decennio, ha colpito la nostra provincia.

Si ha infatti l’impressione che politici, sindacalisti e imprenditori, al di là degli allarmi rituali, non si rendano conto che le attività commerciali chiuse o fallite da anni superano di gran lunga quelle (ancora, ma chissà per quanto) aperte. Una classe politica, sindacale e imprenditoriale degna di questo nome dovrebbe aprire una grande vertenza per lo sviluppo e la crescita di questo territorio. Che ha delle enormi potenzialità, turistiche e non solo.

Ma politici, sindacalisti e imprenditori preferiscono coltivare il proprio ricco orticello, distribuire prebende a clientes, soci e amici, annunciare di continuo milioni di euro in arrivo, assicurarsi a suon di euro la complicità degli organi di informazione, emarginare e distruggere chi non si allinea. Tutto il contrario di quello che servirebbe per superare una crisi ormai di sistema. Coraggio, il peggio deve ancora arrivare!

(Gianni Cheinesi) 

(1)