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Viterbo, Iacp e dintorni, la presenza-assenza di Alvaro “Core ‘ngrato” Ricci”

Viterbo, Iacp e dintorni, la presenza-assenza di Alvaro “Core ‘ngrato” Ricci”

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La morte di Ugo Gigli, storico direttore dell’Iacp (da diversi anni denominato Ater), ha suscitato un coro finora unanime di cordoglio. Sono intervenuti a rievocarne la figura, con accenti di autentica commozione, parlamentari, amministratori pubblici, politici, professionisti e amici. In casi come questi, si fa prima a individuare chi non partecipa piuttosto che chi partecipa al lutto.

Tra gli assenti, a parte i tre o quattro nemici storici del fratello minore del mitologico Nando, abbiamo notato la presenza-assenza di un solitamente loquacissimo politico stra-local che allo Iacp-Ater ha lavorato per tanti anni, addirittura gomito a gomito, con il de cuius. Parliamo del geometra Alvaro Ricci, consigliere ed ex assessore comunale di lungo corso, assunto come dipendente (a tempo indeterminato) allo Iacp-Ater nell’ormai lontanissimo 1973.

Attualmente pensionato, il facondo consigliere negli anni d’oro di Ugo Gigli è passato, grazie anche a concorsi interni, da dimesso impiegato ad autorevole funzionario dello Iacp-Ater. Non tutti, sicuramente per loro demerito, sono stati così bravi come Ricci, ma l’ex assessore, si legge nel suo curriculum vitae, ha sempre avuto con direttore e presidenza Ater, sindaci e dirigenti regionali “un ottimo rapporto a livello professionale e personale, improntato al massimo rispetto, seppure nella differenza dei ruoli, raggiungendo sempre gli obbiettivi posti”.

Ed è sicuramente in virtù di questo “ottimo rapporto a livello professionale e personale” instaurato con lo storico dirigente dello Iacp-Ater che nel 2014 l’esponente del Pd panunziano firma insieme a tutto il personale dell’ente regionale una lettera in cui l’ingegner Angela Birindelli, dipendente dell’Ater licenziata da Gigli e poi reintegrata nel suo incarico da una sentenza della magistratura, viene accusata di aver rilasciato dichiarazioni quanto meno incaute sul clima di terrore che, a suo dire, regnerebbe all’interno dell’Ater.

La vibrante missiva, pubblicata con grande rilievo indovinate un po’ da chi, si concludeva con un solenne “il personale dell’Ater, all’unanimità, prende perciò le distanze da tali affermazioni [di Angela Birindelli] e conferma piena fiducia nell’operato del direttore generale, Ugo Gigli”. A distanza di sette anni, Alvaro Ricci sembra però essersi dimenticato di Ugo Gigli. Core ‘ngrato o problemi di memoria dovuti all’età?

(Luciano Calboni)

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