Home Cronaca Viterbo, i tre pini secolari abbattuti a Piazzale Gransci, l’ass. Allegrini: “Erano pericolanti, non potevamo fare altro”
Viterbo, i tre pini secolari abbattuti a Piazzale Gransci, l’ass. Allegrini: “Erano pericolanti, non potevamo fare altro”

Viterbo, i tre pini secolari abbattuti a Piazzale Gransci, l’ass. Allegrini: “Erano pericolanti, non potevamo fare altro”

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Abbattuti tre pini secolari a piazzale Gramsci. Piantati nel 1920 – quando la zona si chiamava ancora piazzale Umberto I -, lunedì sera, tra le 20 e le 22, sono stati tagliati a colpi di motosega dagli operai della ditta incaricata dal Comune di effettuare il restyling di uno degli scorci più caratteristici della città, appena fuori la cinta medievale, a due passi da Porta Fiorentina. Le tre piante sono state le uniche sacrificate sull’altare della riqualificazione di piazzale Gramsci, che in un primo momento prevedeva l’abbattimento di tutti e 13 i pini per consentire la realizzazione del nuovo marciapiede. Dopo alcuni tentennamenti, l’amministrazione comunale aveva deciso di affidarsi ad un agronomo per capire se fosse davvero necessario procedere al taglio di tutti i pini.

“Dopo tre prove di trazione le piante poi abbattute sono risultate le uniche pericolose – dichiara l’assessore ai lavori pubblici, Laura Allegrini -. Rischiavano di cadere sulla strada, con tutte le conseguenze immaginabili per la pubblica incolumità di automobilisti e pedoni”. L’abbattimento ha provocato un vespaio di polemiche, con post al vetriolo come quello del consigliere comunale di opposizione Chiara Frontini: “C’era un’alternativa che non avete voluto percorrere – ha scritto Frontini su Facebook chiamando in causa il Comune -. Martedì (ieri, ndr) i viterbesi si sono svegliati senza un pezzo della loro identità. State devastando la città rendendola ancora più retrograda, schiava, stantìa, statica e oppressa. Senza prospettive e senza idea di futuro, fanalino di coda di ogni innovazione e sempre in affanno rispetto a chi viaggia veloce”. La replica dell’assessore Allegrini: “L’agronomo che abbiamo consultato ci ha detto che non esistevano alternative per salvare le piante, come ad esempio il rafforzamento alla base, per cui siamo stati costretti ad abbatterle. Nessuno è stato felice di vederle a terra, io per prima, che amo gli alberi e la natura. Però, ripeto, di fronte al rischio della pubblica incolumità non abbiamo potuto fare altro che tagliarle”.

E ora cosa succederà a piazzale Gramsci? “Procederemo con il rifacimento del marciapiede, che per la protezione degli altri dieci pini sarà realizzato solo dalla parte delle mura medievali, e non su tutti e due i lati come previsto invece nel progetto iniziale”. Novità in arrivo anche per viale Armando Diaz, dove nelle scorse settimane erano stati abbattuti altri venti pini, ai lati della ferrovia di Porta Romana, anche su richiesta di Ferrovie dello Stato. “Abbiamo già provveduto ad ordinare 27 piante di prunus, alberi che non potranno superare i quattro metri di altezza e quindi compatibili con quanto ci era stato chiesto da FS, che ci aveva sollecitato all’abbattimento dei pini perché pericolosi per la linea ferroviaria”.  (fonte alessio de parri/corrierediviterbo.corr.it).

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