Home Cultura Viterbo, i “pipponi” e le “automarchette” del mega-direttore del gazzettino stra-local, “storico” per “autoproclamazione”
Viterbo, i “pipponi” e le “automarchette”  del mega-direttore del gazzettino stra-local, “storico” per “autoproclamazione”

Viterbo, i “pipponi” e le “automarchette” del mega-direttore del gazzettino stra-local, “storico” per “autoproclamazione”

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In gergo giornalistico (chiediamo scusa per la necessaria volgarità) sono definiti “pipponi” quegli articoli di eccessiva lunghezza e di non sempre piacevole lettura. Nel cuore della notte, uno di questi famigerati “pipponi” è apparso, occupando manu militari il posto di un “Riceviamo e pubblichiamo” e di almeno due o tre “sponsorizzato”, sulle colonne virtuali del webgazzettino stra-local più letto dell’universo. Clamoroso scoop sulla malasanità? Un’intervista “in esclusiva” a Mattarella o a Conte? Un’inchiesta a puntate sul grave malcostume delle deiezioni canine abbandonate su strade e marciapiedi? Un report sulle mafie a Viterbo e provincia? Niente di tutto ciò. Solo quella che, sempre in gergo giornalistico (chiediamo di nuovo scusa per la necessaria volgarità), è definita “marchetta”, che poi nel caso specifico non è altro che una “automarchetta”. Rullo di tamburi, squilli di trombe e applausi scroscianti: il megadirettore galattico del webgazzettino stra-local più letto dell’universo ha ristampato uno dei suoi più acclamati best seller. A voler essere onesti (intellettualmente, non equivochiamo), non si tratta di un vero e proprio saggio, bensì di una curatela di decaloghi in voga durante il ventennio fascista. Grazie a questa e ad altre curatele (le trovate tutte puntigliosamente elencate in calce al “pippone”), il celeberrimo webgazzettiere viterbicolo si è (auto)intestato la qualifica di storico. La modestia dell’uomo, com’è noto, è pari solo all’alta considerazione che hanno di lui i suoi tanti inserzionisti e amici politici. Non potendo qui riassumere, neanche per sommi capi, il lungo e profondo dialogo tra il megadirettore galattico e il suo Signorino Grandi Firme prediletto, ci limiteremo a segnalare le tante preziose perle di cui è disseminato.

* La prefazione a questa nuova edizione è affidata alle cure di Antonello Ricci, storico del fascismo di universale fama cresciuto alla scuola di Renzo De Felice.

* Il megadirettore galattico ha arricchito la ristampa del suo libro con l’aggiunta del rarissimo e introvabile “Vade-mecum del perfetto fascista” di Leo Longanesi, che (ipse dixit) possiedono solo 5 o 6 biblioteche in tutto il mondo. Per chi fosse interessato al librino longanesiano, segnaliamo che la Libreria Antiquaria Pontremoli di Milano ne vende una copia (“Ottimo esemplare”) a 1.200 euro.

* Il megadirettore galattico cita, con grande abbondanza di nomi e riferimenti (gli uni e gli altri sicuramente ben conosciuti dal lettore medio del webgazzettino stra-local più letto dell’universo), la cultura liberale italiana e mondiale, quasi fosse anche questa una sua scoperta “in esclusiva”. E noi che eravamo rimasti ai pezzulli “in esclusiva” su via delle Caprarecce e Strada Montarone.

* Nel “pippone” è citato più volte, in termini elogiativi, il defunto leader radicale Marco Pannella. Il megadirettore galattico qui si inserisce, con l’autorevolezza che tutti i suoi inserzionisti e amici politici gli riconoscono, nel reality lanciato da Ric Barelli “Siamo tutti radicali”. Chi vincerà?

 * Il megadirettore galattico rivela ai suoi 25 (miliardi di) lettori che è stato iscritto al Partito Comunista Italiano quando questo non era già più marxista-leninista e che lui di persona personalmente non è mai stato marxista. Dopo Veltroni e Fassino, un altro iscritto al PCI che non è mai stato né marxista-leninista né più banalmente marxista. Vuoi vedere che in Italia i veri marxisti-leninisti, marxisti e via dicendo, erano tutti iscritti al Partito Liberale e al MSI-DN?

 * *Infine, quando il megadirettore galattico discetta con grande competenza di fascismo latente, autoritarismo, mancanza di cultura liberale, eccetera, ci viene in mente, chissà perché, una provincia dell’Alto Lazio (mal)governata da un niente affatto democratico “partito trasversale degli affari” con la complicità dei più diffusi organi d’informazione. La risposta a questa nostra sensazione, sicuramente sbagliata, la troveremo nelle pagine del best seller del megadirettore galattico?

(Fabio Messalla)

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