6 Dicembre 2022

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Blog Giornale Quotidiano

Viterbo, “giunta Michelini”, perchè apparve ai viterbesi “antipatica e distante”? Luisa Ciambella: “Non c’era coesione tra noi, poi fu un grande errore l’alleanza con Viva Viterbo”

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A distanza di quasi due anni dalla scadenza del suo mandato l’amministrazione Michelini continua ad essere percepita come “impopolare” in città, espressione di una maggioranza litigiosa e spocchiosa oltre il  dovuto e nonostante l’attuale giunta Arena non stia certo facendo faville. CIttapaese.it ne parla con la capogruppo pd Luisa Ciambella, a quei tempi personaggio di spicco della coalizione di centro-sinistra in qualità di vice-sindaco.

Perchè l’amministrazione Michelini ebbe un effetto così “antipatizzante”, al di là dei demeriti?

“Innanzitutto per la litigiosità interna, per le continue diatribe purtroppo che la caratterizzarono e che coprirono anche le non  poche cose buone fatte per la città. Lì c’era stata la strategia giusta di Peppe Fioroni che era riuscito a mettere in campo una squadra ed un candidato in grado di battere un centrodestra come si sa sempre molto radicato dalle nostre parti: purtroppo poi  la suddetta strategia si è dimostrata utile per vincere e non per governare”.

L’errore più grosso che commetteste? 

“Non capire che si erano create, dopo anni di dominio del cdx, aspettative gigantesche, c’era una forte voglia di cambiamento  che noi non riuscimmo a soddisfare perchè non c’era coesione tra noi ed i problemi erano di tale gravità  da non potere essere risolti subito. Poi alla giunta mancò completamente la “comunicazione” e si può bene intuire al giorno d’oggi quanto questo sia importante”.

Poi ci fu la discussa alleanza con Viva Viterbo di Rossi…

“Devo dire che io fui sempre contraria all’accordo di cui lei parla, cercai di contrastarlo, ma Michelini voleva la certezza matematica di vincere e volle farlo. Secondo me si sarebbe vinto ugualmente anche senza e si sarebbero evitate tante occasioni di polemica e di contrasti, fu una alleanza divisiva, un errore grosso che non rifarei.”.

Eppure la “cultura” fu appaltata per 5 anni…

“Devo dire che non riuscimmo ad evitare un monopolio culturale assoluto che poi ad un certo punto ci si ritorse anche contro: in molti avvertimmo il problema, ma non si volle mai giungere ad una presa di coscienza comune per porvi rimedio, tutto scorse via così senza che nessuno prendesse ufficialmente una posizione critica, si ebbe paura di esporsi in tal senso, anche perchè il sindaco aveva l’obiettivo di arrivare a fine legislatura e non riuscì ad imporsi sulle diatribe interne”.

Lei in tutto questo era  considerata un po’ la “sergente di ferro” che non ride mai….

“Mi furono affidate grande responsabilità, ero comunque alla prima esperienza, tesa,  e soprattutto sa, in queste circostanze,  anche se hai la volontà di non fallire, se manca la squadra, da solo, nessuno può fare la differenza”

Forse perchè, non volendo,   dava l’idea del politico di sistema, di una donna di potere “predestinata”….

“Sono tutto fuorchè una predestinata, glielo garantisco, vengo da una onesta famiglia  di lavoratori, fu la moglie di Fioroni, Rosetta, a notarmi mentre ero all’università e, visto  che sapeva che io lavoravo per mantenermi agli studi,  mi propose di lavorare alla campagna elettorale del marito nel 2001.  Non fosse stato per lei forse sarei stata una delle tante  che fa politica nel proprio ambito per passione”.

La sua famiglia, tra l’altro, è più a sinistra di lei…

“Sì, sono la parte moderata della famiglia, i miei votavano Pci, mio marito viene anche da  quell’area, io mi sono sempre sentita una cattolica democratica invece”.

 Senta, ma come mai non ha, quando era al Comune, assegnato nemmeno un incarico a suo marito (attuale sindaco di Vignanello, Federico Grattarola, pd ndr), ora va tanto di moda…

(ride) “Perchè sono fatta in un certo modo, mi è sempre piaciuto rispettare le regole,  anche quelle del buon senso e dell’opportunità”.  

Per questo tra i dipendenti comunali si vocifera avesse fama di supersevera…

“Ho sempre espresso pubblicamente come la pensavo, uno dei miei problemi è che se uno affronta le cose di petto e nel rispetto rigido delle regole può risultare antipatico. Chi invece galleggia sulle questioni e non prende posizioni risulta simpatico e magari, viene anche premiato elettoralmente, anche se non cambia nulla”.

Che ricordo conserva dell’ex sindaco Michelini? 

“Una brava persona, forse  un uomo troppo perbene che magari non si aspettava che fare il primo cittadino fosse un’impresa così faticosa…”.

E lei, come si definirebbe? 

“Una “popolana”, una a cui piace stare tra la gente e che sta lontana da casa dodici ore al giorno  per fare politica…  però poi mi faccio perdonare da marito e figli… (ride)”.

(pasquale bottone)

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