Home Politica Viterbo, giochi di società, oh no, “Civiter” tira fuori il super-ego stra-local di Alvaro Ricci ormai sosia del “Fico d’india” Bruno
Viterbo, giochi di società, oh no, “Civiter” tira fuori il super-ego stra-local di Alvaro Ricci ormai sosia del “Fico d’india” Bruno

Viterbo, giochi di società, oh no, “Civiter” tira fuori il super-ego stra-local di Alvaro Ricci ormai sosia del “Fico d’india” Bruno

0
0

Palazzo dei Priori e, più nello specifico, la Sala d’Ercole come epicentro della ludopatia stra-local, anzi nazionale? Al principio fu l’avvocato-consigliere Giacomo Barelli, in arte supereroica Barellik, con il suo costoso ma (chissà perché) apprezzato gioco di società “Caffeinopoli”, poi fu il tempo degli spericolati bluff, in virtù dei quali l’onnipresente Barellik, l’oste-senatur Fusco e le rotellitruppen portarono quasi sull’orlo di una crisi di nervi il sindaco travicello Arena (vecchio giocatore di scopetta ormai in disarmo), ora è infine il tempo di Viterbo-e-Civitavecchia-unite-in-un’unica-provincia.

Quella che infatti sembrava una boutade di Ernesto Tedesco, sindaco iperdecisionista di Civitavecchia, si è inaspettatamente trasformata in un nuovo appassionante gioco di società. “La decisione di Virginia Raggi – ha tuonato pochi giorni fa Tedesco (“Lega Salvini” ex “Alleanza Nazionale”) – di dirottare decine di ospiti dei campi rom sul ‘territorio di Civitavecchia-Viterbo’, come si legge nel bando, ci dà una conferma e un suggerimento. La conferma è che Città metropolitana si ricorda di noi (per la verità in compagnia della regione di Zingaretti) solo quando si tratta di “delocalizzare” discariche, impianti per rifiuti, attività inquinanti varie oppure hub per immigrati ed altre potenziali bombe sociali. Il suggerimento è invece quello di sottrarre una volta per tutte la nostra città dalla morsa soffocante di Città metropolitana e fondere il nostro territorio con la provincia di Viterbo”. 

Gli incalliti ludopati della Sala d’Ercole non aspettavano altro. Il primo a esternare, forte del suo passato di spericolato giocatore di scopetta e scopone scientifico, è stato il sindaco travicello Arena. “Sono 30 anni che faccio politica e ogni tanto, che sia con Orvieto o con Civitavecchia, esce fuori una proposta del genere – ha dichiarato il sindaco tenerone al suo webgazzettino stra-local prediletto –. In passato sulla provincia con Civitavecchia si era arrivati anche a una fase di dibattito molto avanzata, poi però non se ne fece nulla. Ciò non toglie che la trovo un’idea affascinante e che sarei sicuramente disponibile a riprendere il discorso”.

A differenza del vecchio Arena, specialista in frasi fatte e banalità di routine, il capogruppo Pd Alvaro Ricci, che più passano gli anni e più somiglia a Bruno Arena dei “Fichi d’India”, non aspettava occasione migliore per scatenare il suo ipertrofico ego. E così, visto che da quelle parti passava casualmente un Signorino Grandi Firme in pectore, il Fico d’India stra-local ha dato fiato alle trombe e pure al trombone: ”Una provincia Viterbo-Civitavecchia è un’idea che non ha punti deboli. Si potrebbe fare un referendum popolare per darle ancora più forza“. L’asso nella manica del sosia di Bruno Arena è il protocollo “Civiter”, ovvero l’accordo di sinergia programmatica firmato nel 2015, regnante quella giunta Michelini di cui il Fico d’India stra-local era magna pars, dai comuni di Civitavecchia, Rieti, Terni e Viterbo.

Segue vibrante appello al sindaco travicello per riprendere in mano detto protocollo al di là dei diversi ruoli politici, eccetera, eccetera. Una tantum, ci uniamo anche noi all’accorato appello dei tre moschettieri Tedesco, Arena e Ricci. A patto che la presidenza di questa nuova entità territoriale sia affidata al Fico d’India stra-local Alvaro Ricci. Una meritata sinecura per un politico che tanto stra-local lustro ha dato e dà alla nostra terra.

(Davide Mametti)

LEAVE YOUR COMMENT

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *