Home Politica Viterbo, garofani, ras e discendenti: quel geniaccio di Giulio Marini stavolta può combinarla grossa (ditelo a Zi’ Tonino)
Viterbo, garofani, ras e discendenti: quel geniaccio di Giulio Marini stavolta può combinarla grossa (ditelo a Zi’ Tonino)

Viterbo, garofani, ras e discendenti: quel geniaccio di Giulio Marini stavolta può combinarla grossa (ditelo a Zi’ Tonino)

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Non date retta ai webgazzettinistici smentitori ufficiali: la candidatura “draghiana” del Prof. Avv. Andrea Genovese è ormai cosa fatta e, malgrado le bizze di Carlo Galeotti (“Voglio Tronky! Voglio Tronky! Voglio Tronky!”), indietro non si torna.

Questa volta la genialata è stata partorita dalla fervida mente del vecchio ma indomito berluscones Giulio Marini, che ha subito chiamato a raccolta tutti i “draghiani” stra-local per annunciare loro la lieta novella.

Habemus Maiorem, deocaro!”, sembra sia stato l’entusiastico commento di Enrico Panunzi, che tra il sempre più petulante Carlo Galeotti e la sempre più dubbiosa Alessandra “Tronky” Troncarelli non sapeva più a chi dare i resti.

Barelli & Erbetti, tanto per cambiare, si sono limitati ad annuire. Raggiante come non mai, l’oste-senatur Fusco è subito corso ai fornelli per preparare una matriciana con i fiocchi. Il senatore e sottosegretario Battiston de Battistoni ha festeggiato l’evento aspirando voluttuosamente un rarissimo sigaro Avana valutato mezzo milione di euro.

Giulio Marini ha subito contattato telefonicamente Silvio Berlusconi che, colto nel pieno dei festeggiamenti pseudo matrimoniali, gli avrebbe però risposto con un ingiurioso stornello napoletano. Carlo Galeotti, visibilmente adirato, ha preteso una carbonara al posto della solita matriciana.

Il Prof. Avv. Andrea Genovese è il candidato sindaco perfetto di una maggioranza-ammucchiata “draghiana” per molteplici motivi.

Innanzitutto perché è il discendente più illustre di Giuseppe “Pino” Genovese, uno dei più emblematici ras socialisti stra-local della Prima Repubblica (consigliere comunale e provinciale, assessore, vice sindaco, “mister 1000 voti”, eccetera).

Dal mitico ex presidente della provincia ed ex assessore regionale Angelo Antonio Delle Monache da Vetralla (meglio noto come lo “Zì Tonino”) all’ex consigliere comunale viterbese qualunquelista Sergio Insogna, fino al commissario straordinario a vita del consorzio biblioteche di Viterbo (detto “l’uomo che è apparso a Carmelo Bene”) e a tanti altri pezzi da 90 del garofano rosso ora “in sonno”, tutto l’antico milieu craxiano stra-local sicuramente non farà mancare il suo concreto appoggio al figlio del grande Pino.

Senza contare che Genovese padre, dopo un’infelice esperienza nel rinato (e subito defunto) Partito Socialista di Enrico Boselli, ha allacciato proficui rapporti, all’insegna dello scambio di consigli tra gentiluomini, con l’ex consigliere regionale PD Peppe Parroncini e la corrente PD che fa capo a Peppe Fioroni.

Secondo i bene informati, in tempi recenti è stato molto vicino all’area di Matteo Renzi. Per un periodo, inoltre, si è fatto notare come promotore di iniziative benefiche (che fa sempre il suo effetto).

Il Prof. Avv. Andrea Genovese, di suo, porta una parentela diretta con il collega e “ragazzo di studio” Andrea Micci, ex capogruppo comunale della Lega Salvini, per averne sposato la sorella. E nella Lega dell’oste-senatur Fusco, si sa, le parentele dirette o acquisite contano più della politica.

Prima Repubblica+Seconda Repubblica+Maggioranza “Draghiana”+Parentele=Candidato Sindaco Perfetto.

L’Ordine finalmente regna a Viterbo.

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