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Viterbo, fotovoltaico, via libera all’impianto vicino a Ferento, Luisa Ciambella: “La moratoria era un bluff”

Viterbo, fotovoltaico, via libera all’impianto vicino a Ferento, Luisa Ciambella: “La moratoria era un bluff”

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Via libera, ieri mattina, giovedì 30 settembre dalla Conferenza dei servizi svoltasi in Regione al maxi impianto fotovoltaico nell’area di Ferento, attiguo alla zona archeologica del teatro romano.  Hanno espresso parere favorevole la Regione, il Comune di Viterbo e la Provincia, mentre è stato netto il no della Sovrintendenza belle arti, archeologia e paesaggio dell’Etruria meridionale, che ha cercato fino all’ultimo di limitarne l’estensione, evitando almeno la vicinanza dei pannelli al basolato romano attorno al teatro. Non c’è stato però nulla da fare di fronte alla determinazione degli altri enti, forti del fatto che la zona non risulta vincolata.

L’impianto, proposto dalla società E-Solar2, interesserà un’area di 93 ettari e avrà una potenza di 72.64 mgw. Prevista l’installazione di 559 moduli (pannelli di silicio), oltre alla realizzazione di un elettrodotto di connessione lungo circa otto chilometri con una stazione elettrica di Terna che contestualmente sarà costruità nel territorio di Grotte Santo Stefano (il nulla osta di ieri mattina riguarda anche questa infrastruttura). Da qui l’energia sarà immessa nella rete nazionale.

“Quanto accaduto – commenta la consigliera comunale dem Luisa Ciambella, da mesi in prima linea insieme ai comitati per chiedere la regolamentazione di tutti gli impianti per le energie alternative tanto più quando vanno ad insistere in luoghi di pregio qual è Ferento – è la dimostrazione che nessuno ha mosso paglia. Chi poteva e doveva prendere posizione per evitare l’occupazione selvaggia del territorio è rimasto con le mani in mano, avallando tutti i progetti presentati. Soprattutto, il sì della Conferenza dei servizi è la dimostrazione che la moratoria annunciata dalla Regione pochi mesi fa è stato solo un grande bluff”.

Il problema non è rappresentato dalle energie alternative in sé, quanto dalla mancanza di un piano regolatore in modo che avvenga un’equa distribuzione degli impianti sui territori: “Qui non si sta dicendo no a prescindere alle energie alternative, si chiede che vengano regolamentate. Va detto oltretutto – sempre Ciambella – che la provincia di Viterbo risulta in Italia quella con più impianti. Tra l’altro, la costruzione della centrale a Grotte Santo Stefano produrrà inevitabilmente la costruzione di altri impianti, dato che le società produttrici si indirizzano necessariamente in zone dove sono già presenti le infrastrutture di supporto”. A proposito di questa stazione elettrica a Grotte Santo Stefano, va aggiunto che si articolerà in due moduli distanti quattro chilometri a loro volto collegati da un altro elettrodotto. Si tratterà dunque di una maxi infrastruttura, evidentemente studiata per ricevere energia da centinaia e centinaia di ettari di pannelli e non solo dai 93 previsti in questo momento attorno a Ferento. (fonte corrierediviterbo.corr.it)

 

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