Home Politica Viterbo, Fitofarmaci, l’appello di Articolo 1: “Intervenga il Prefetto, la tutela e il bene comune prevalgano sugli interessi di alcuni”
Viterbo, Fitofarmaci, l’appello di Articolo 1: “Intervenga il Prefetto, la tutela e il bene comune prevalgano sugli interessi di alcuni”

Viterbo, Fitofarmaci, l’appello di Articolo 1: “Intervenga il Prefetto, la tutela e il bene comune prevalgano sugli interessi di alcuni”

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Un anno fa sollevammo l’importanza della problematica dei danni prodotti dal “nocciolo della discordia” vogliamo lanciare un appello accorato per la difesa del suolo e degli ecosistemi dall’uso spropositato e indiscriminato di diserbanti, e fitofarmaci nelle colture, che stanno mettendo in grave rischio la salute e l’ambiente.

 

 

La questione è un’altra. È quella di una multinazionale che deve diversificare le fonti di approvvigionamento di materia prima, e poi come l’approvvigionamento all’estero diventa insicuro, deve assicurarsi “in casa” la quantità necessarie al mantenimento delle sue produzioni.

 

Questo era il problema che si affrontò ad Orvieto durante la conferenza sui “noccioli del problema”. “Non è solo il nocciolo come pianta a preoccupare gli agricoltori ed i residenti urbani, quanto gli impatti che queste monocolture possono avere sulla salute delle persone e dell’ambiente che le ospita, del resto la pianta di nocciolo ha una grande utilità nel mantenimento della biodiversità, ma deve essere trattata con tutte le accortezze necessarie che oggi abbiamo a disposizione.

 

La minaccia di querela lanciata da qualcuno contro chi i oserebbe attaccare la nocciolicoltura. “Perché il territorio del lago di Vico e di tutti i monti Cimini è diventato un vero e proprio esempio a livello internazionale per via delle nostre colture di nocciole. Non lo diciamo noi: lo dicono i dati di salubrità dell’acqua rilevati dall’Arpa e dalla Asl, e lo dicono gli esperti dell’Università della Tuscia, che da anni ci sono vicini e studiano gli effetti della nocciolicoltura”. È diventato nel tempo una posizione difficile da sostenere,  dopo l’analisi approfondita delle acque del Lago di Vico presentata in Prefettura nel mese di maggio dell’anno scorso dall’Associazione medici per l’ambiente- Isde (International society of doctors for the environment) che indicava in sintesi che la problematica del degrado di questo importante ecosistema e bacino idrico, è legata principalmente all’uso ultradecennale e massiccio di fertilizzanti e fitofarmaci chimici nelle vaste aree coltivate a noccioleti in prossimità del lago che ha favorito le intense fioriture di alghe rosse nelle sue acque. In oltre diceva, lo studio, “questi elementi tossici, sono presenti in una concentrazione così elevata nei sedimenti lacustri che sono diventati motivo di preoccupazione ambientale e sanitaria per il rischio derivante dalla loro possibile mobilizzazione e quindi rilascio nelle acque del lago rendendo le acque inadatte ad uso umano”. Questo è il danno prodotto dalla nocciolicoltura, la sola maniera di mettere in valore la Riserva, sarebbe di riconvertire le piantagioni a sistemi di coltivazione con tecniche biologiche.

Pertanto chiediamo a voce alta a difesa dei cittadini e del territorio che intervenga sia il presidente della Provincia che il Prefetto affinché la tutela e il bene comune prevalgano sugli interessi di alcuni, e soprattutto non siamo più disponibili ad accettare la brutale situazione della mancanza del lavoro.. puntiamo su uno sviluppo turistico ecosostenibile per poter crescere e non chiedere sempre alle persone che hanno bisogno di scegliere tra la salute e il lavoro.

 

COORDINAMENTO PROVINCIALE VITERBO ART1

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