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Viterbo, fine dei giochi, centrosinistra e centrodestra si dissolvono nel nulla, scompare la politica dalla Tuscia

Viterbo, fine dei giochi, centrosinistra e centrodestra si dissolvono nel nulla, scompare la politica dalla Tuscia

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Viterbo è sempre stata una città strana, la città della routine per eccellenza, dove tutto si replica stancamente giorno dopo giorno: eppure, in questo panorama monotono e mortificante per le umane intelligenze, costrette al silenzio fino alla scomparsa, purtuttavia uno scenario politico con un po’ di varietà sopravviveva, primeggiavano personaggi come Rodolfo Gigli, Gabbianelli, Fioroni, Sposetti, che con le loro voci un minimo di pluralismo lo garantivano.

Con lo scadere a livelli record del livello dei suoi rappresentanti, sempre più dilettanti allo sbaraglio, la politica ha poi man mano perso di significato, fino ad oggi a divenire una pietosa rappresentazione di se stessa, piena di squallidi figuranti e torvi e bolsi capibastone senza scrupoli.

Un naufragio delle coscienze e del bene comune che ha portato all’annullamento delle differenze tra le varie fazioni politiche, al trionfo “mafiosetto” dell’interesse personale e al totale annullamento delle possibili difformità  tra centrodestra e centrosinistra.

Le cronache di questi giorni ce lo confermano, l’appiattimento affaristico è totale, i finanziamenti straordinari europei l’unico collante possibile per le alleanze, il disprezzo della democrazia rappresentativa e della vita e delle esigenze dei cittadini l’unico piano strategico di padroni, padroncini, baciapile e portaborse, la Tuscia annega sempre più per il profitto di pochi, e la rassegnazione impera tra i sudditi adoranti in attesa di un piccolo rimasuglio di stantio benessere di seconda mano.

(pasquale bottone)

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