Home Politica Viterbo, “Felicetto Blues”, “lacrime leghiste” da Roccagorga e apprensione per il futuro della “famiglia”
Viterbo, “Felicetto Blues”, “lacrime leghiste” da Roccagorga  e apprensione per il futuro della “famiglia”

Viterbo, “Felicetto Blues”, “lacrime leghiste” da Roccagorga e apprensione per il futuro della “famiglia”

0
0

Eh sì, il periodo delle danze più sfrenate è finito ormai per il senatore (miracolosamente eletto) Umberto Felicetto Fusco: ormai non è più una piccola parte della Lega a non essere in sintonia con lui, sono ormai mosche bianche coloro che lo seguono, fra cui il genero Stefano Evangelista, che sembrava un  giovane promettente ed è diventato ormai il presidente del consiglio più debole e meno rispettato degli ultimi quattro lustri, uno che ha trasformato con i suoi silenzi e il suo “lasciar fare” l’assemblea in uno show no stop della minoranza  di Barellìk e Alvaroricci, capaci di chiedere la parola e di pontificare per tre  quarti  di seduta (minimo) ogni volta.

Povero Fusco, è stato a lungo convinto di essere il più furbo e geniale di tutti, nonostante un rapporto assai critico con la lingua italiana e le finali di parola ed ora si trova piuttosto solo e corrucciato a cantare il suo blues davanti al solito piatto di carbonara consolatorio.

Non ha mai ascoltato nessuno, specie i meno sprovveduti del suo gruppo ( ha convinto gradualmente a farsi da parte tutti), ed ora si trova ad avere al fianco quattro fedelissimi, tranne il capogruppo Micci, forse, che vedresti più in un dopolavoro postale che in un partito politico,  che è ovviamente libero di tiranneggiare come vuole.

Facile sentirsi Re Sole con dei seguaci simili, ma lui ha voluto fortissimamente così: “teneva famiglia” e quello contava, altro metodo che servirsi di una dittatura alla caciotta di Roccagorga per farsi rispettare e sentirsi un  numero uno non c’era. Ed ora? Chissà, gli improvvisatissimi politici  di serie Q (ad qulum)  in questa Italietta di peracottari un posticino o uno strapuntino da qualche parte lo trovano sempre.

(Eulalio Salvati)

LEAVE YOUR COMMENT

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *