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Viterbo, Eventi, Viva sua Maestà l’Assessore alla Cultura Marco De Carolis e le “sue” macchine di Santa Rosa!  

Viterbo, Eventi, Viva sua Maestà l’Assessore alla Cultura Marco De Carolis e le “sue” macchine di Santa Rosa!  

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Silenzio, parla Sua Maestà l’Assessore alla Cultura Marco De Carolis! E cosa avrà mai da dire questo politico d’allevamento che Mauretto Rotelli, il suo mentore e scopritore, ha amorevolmente cresciuto a pane, prosecchini, “Gioventù Protagonista” e “Medioera” (come dire l’abc della ex meglio gioventù viterbicola prima finiana e poi meloniana)? In città qualcuno ancora ricorda, con imbarazzo, le sue performance oratorie in Sala d’Ercole, contrassegnate da un uso disinvolto della lingua italiana.

Ma niente paura, con le dichiarazioni e le interviste ai Signorini Grandi Firme di “Zingaweb” si va sempre sul sicuro. Laddove, infatti, il politicante di turno si dimostra non sempre all’altezza della prestazione a lui richiesta o non abbastanza comunicativo e “performativo”, ecco che interviene il mestieraccio del più anziano tra i Signorini Grandi Firme, che taglia, cuce e aggiusta le due frasette in croce scritte o pronunciate dal nostro statista stra-local fino a renderle un capolavoro di “politichese”.

E siccome un assessore alla Cultura in una città come la nostra, dove in un recente passato il massimo della cultura è stato rappresentato dalla declamazione delle poesie vernacolari del nonno buonanima di Filippo Rossi, qualcosa deve pur fare e dire, cosa c’è di meglio di una bella esternazione sulla Macchina di Rosa? Con la santa più amata dai viterbesi e la sua rituale macchina, come sa persino la colf indonesiana di Francesco Mattioli, non occorre neppure che il compitino assessorile passi sotto l’occhiuto controllo del (politicamente) versatile intellettuale multimediale Max Capo (mitico “assessore ombra” o mitica “ombra dell’assessore”).

Basta infatti l’evocazione della festa del 3 settembre per attirare l’attenzione del più sfiduciato dei cittadini. “Santa Rosa, predisporremo gli atti per la nuova macchina. Per santa Rosa saranno predisposti gli atti per il concorso d’idee relativo alla nuova macchina. Ove possibile condizioni permettendo, potremo assistere di nuovo al trasporto. Mi auguro che la situazione migliori, anche per effetto delle vaccinazioni. Tra qualche tempo avremo un quadro migliore, tale da comprendere se il trasporto potrà essere effettuato o meno” (Sua Maestà l’Assessore alla Cultura Marco De Carolis in consiglio comunale, “Zingaweb” di ieri). E, semmai non fosse abbastanza chiaro: ”Santa Rosa, concorso di idee per la nuova macchina dopo il bilancio. Una somma [i 19milla 400 euro stanziati] che si avvicina a quella utilizzata in precedenza, qualora ne dovessero servire di più, li aggiungeremo. Serviranno a coprire le spese per il bando relativo al bozzetto della macchina di Santa Rosa. In questo momento stiamo verificando la normativa per il bando. È cambiata negli anni. Appena pronti, dopo il bilancio, porteremo in commissione la procedura e la discuteremo insieme, per poi passare in consiglio comunale” (Sua Maestà l’Assessore alla Cultura Marco De Carolis, dichiarazioni odierne a “Zingaweb”).

Riassumendo il De Carolis pensiero: non sappiamo se quest’anno si potrà effettuare il trasporto della Macchina di Santa Rosa, però intanto predisponiamo il bando per l’ideazione della prossima Macchina di Santa Rosa. A nostro avviso, si poteva benissimo, come è stato fatto in passato, prorogare sine die l’attuale macchina e rinviare il bando per la prossima a tempi (sanitariamente) migliori. Ma noi non siamo politici, ragioniamo in base a una logica avulsa dal do ut des e dalla ricerca del consenso elettorale a tutti i costi. Quindi viva Sua Maestà l’Assessore alla Cultura Marco De Carolis e le “sue” macchine di Santa Rosa!

(Peppino Pulitzer)

Comment(2)

  1. Gentile Peppino Pulizter la prego di spiegarmi cosa ha inteso dire con questa frase: “E siccome un assessore alla Cultura in una città come la nostra, dove in un recente passato il massimo della cultura è stato rappresentato dalla declamazione delle poesie vernacolari del nonno buonanima di Filippo Rossi, qualcosa deve pur fare e dire, cosa c’è di meglio di una bella esternazione sulla Macchina di Rosa?”. Mio nonno Filippo Petroselli non ha mai scritto poesie vernacolari (le conosco una per una, visto che sono la nipote più anziana) e non mi risulta che sue poesie in italiano siano mai state declamate in nessuna occasione e in nessun luogo. La prego di farmi sapere con esattezza a cosa si riferisce. E le chiedo cortesemente di eliminare qualsiasi riferimento a mio nonno. Tra l’altro, gli scritti di mio nonno, seppure colpevolmente dimenticati dalla città, hanno avuto a suo tempo rilevanza e pubblicazioni nazionali. Dal suo scritto appaiono di basso livello culturale e mi viene da chiederle se ha mai letto una sola pagina degli scritti del suo concittadino (buonanima, 1887- 1975). Rimango in attesa di una sua circostanziata risposta a me dovuta. Distinti saluti Rosa Rossi

    1. Gentile Signora Rosa Rossi,

      le poesie, anzi una poesia di suo nonno Filippo Petroselli è stata declamata, in data 21 marzo 2013, dall’attore viterbese Paolo Manganiello nel corso di una manifestazione elettorale della lista civica “Viva Viterbo” presso il Teatro San Leonardo. Qui trova due cronache dell’evento con la notizia, che forse a suo tempo le sarà sfuggita:
      http://www.viterbopost.it/2013/03/ballerine-canzonette-e-filippo-rossi/
      http://www.tusciaweb.eu/2013/03/parte-luragano-rossi/
      Il fatto che la poesia declamata fosse dedicata a Viterbo, ci ha erroneamente indotto a credere che fosse stata composta in vernacolo locale. Chiediamo venia per questo grossolano errore e le assicuriamo che non era assolutamente nostra intenzione offendere suo nonno, come si evince facilmente dal tono ironico dell’articolo.
      Cordiali saluti.
      Peppino Pulitzer.

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