28 Novembre 2022

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Blog Giornale Quotidiano

Viterbo, Daspo: come si fa a notificarlo ad una immigrata in stato di ubriachezza molesta incapace di intendere e di volere? I dubbi di cittapaese.it

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Sulla scia di quanto scritto dal Messaggero, riguardo alla questione dell’annunciata emissione del primo DASPO Urbano da parte dell’Assessore Nunzi, sorgono spontanee delle considerazioni; secondo l’art. 10, comma 2, il Daspo deve essere rivolto per iscritto al trasgressore e, quindi,  immediatamente contestato dall’organo accertatore, come previsto dall’art. 14 l. 689/81.

Ed invero, si presume che nel caso di specie la necessità di porre immediatamente fine alla situazione di disturbo determinata dallo stato di ubriachezza non consenta di certo la possibilità di ricorrere ad una successiva notifica dell’ordine di allontanamento.

Altrimenti, qualora si dovesse ritenere possibile una sua successiva notifica, si posticiperebbe nel tempo l’efficacia dell’ordine di allontanamento ed in conseguenza di ciò si finirebbe per vanificare la sua funzione.

Ciò detto, ci si chiede come sia possibile contestare per iscritto tale ordine di accompagnamento ad una persona ubriaca, la quale proprio per tale ragione risulta momentaneamente priva della capacità di intendere e di volere.

In questo caso infatti, pur essendo l’ubriaco responsabile della condotta tipizzata dall’art. 9, comma 2 (e ciò per effetto della nozione di actio libera in causa), tuttavia non sarà capace a ricevere ed ottemperare un ordine di allontanamento, pur se legalmente dato dalla pubblica autorità. Infatti, il predetto schema dell’actio libera in causa se è in grado di giustificare l’anticipazione della colpevolezza al momento in cui il trasgressore si è posto in stato di ubriachezza non è però in grado di giustificare l’operazione di contestazione immediata dell’ordine di allontanamento.

E’poco probabile che la persona ubriaca, ricevendo l’ordine di allontanamento, si adegui allo stesso. In questo caso, ci si chiede cosa possa fare l’organo accertatore per risolvere il problema della presenza dell’ubriaco nell’area interessata. Oltre a tutto questo, come sollevato dal Messaggero, si tratta veramente di DASPO Urbano o di semplice allontanamento? Oltretutto per trattarsi di DASPO Urbano doveva essere nelle condizioni previste dall’ art. 9 D.L. 20.02.2017 n. 14 co. 1. : teneva condotte che limitavano la libera accessibilità e fruizione delle infrastrutture, fisse e mobili, ferroviarie, aeroportuali, marittime e di trasporto pubblico locale…

(m.z.)

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