Home Politica Viterbo Covid, sale l’emergenza, ma i politici local non parlano, magari avranno già il vaccino e si riposano in giardino, povere stelle
Viterbo Covid, sale l’emergenza, ma i politici local non parlano, magari avranno già il vaccino e si riposano in giardino,  povere stelle

Viterbo Covid, sale l’emergenza, ma i politici local non parlano, magari avranno già il vaccino e si riposano in giardino, povere stelle

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Certo che l’emergenza Covid cresce nella nostra regione e a Viterbo in maniera piuttosto preoccupante, ma i politici locali continuano  a non accorgersene; tranne la Ciambella che insiste  a riproporre il tema dei tamponi, delle scuole, delle misure da prendere per tutelare la cittadinanza, dimostrando di essere ancora un essere umano, gli altri tacciono, probabilmente innalzatisi già a figure mitologiche dalla forte spiritualità che il contagio non può toccare.

Tutti lì silenziosi, come chi ha in casa belle scorte di vaccino e si riposa nel suo orto aspettando che passi l’ epidemia per tornare nella sua amata città: non si sente la voce di Ricci Alvaro, capogruppo della terza età piddina che di solito congioneggia anche sull’unghia incarnita mal tagliata che si scorge dalla scarpa rotta dell’usciere Tizio mentre accanto a Caio risponde al centralino: non fiata la giovin promessa Chiara Frontini che ha appena comprato la nuova collezione di favole di Andersen e dorme beatamente in culla sostituendo i progetti per l’europa con una bella farina lattea,  non profferisce parola il più grande dirigente sanitario che la storia di san Martino al Cimino ricordi, il dottore dei dottori, il direttore dei direttori, il primario dei primari, il più deludente figlio d’arte che la medicina locale ricordi, francesco serra.

Nulla esce dalla bocca del monostellato a conduzione barelliana Massimo Erbetti per cui tutto va ben quel che dicono va ben, la sua piattaforma rousseau è lui, e anche a quando suona il telefono è lui che si chiama e si risponde;

nessuno parla, le parole non vanno sprecate in tempo di pandemia, persino Antoniozzi non “birignaoeggia” sul covid, figuriamoci la Delle Monache dai cui occhiali provengono solo rapsodici fonemi in dialetto madre.

E figuratevi se poi si dà da fare la maggioranza, se “gliene poi “fregà de meno”  a Marini, Muroni, Santucci, Insogna, tutti vecchi naviganti esperti che non si spaventerebbero neanche dinanzi ad un terremoto di decimo grado della scala richter se avessero la certezza che i loro conti correnti e i soldi lasciati alla moglie nella credenza fossero al sicuro.

Ed Arena poi che dovrebbe fare, l’uomo ragno?? Che preghi e si affidi alla Madonna ci credo, prima o poi gli scaricheranno tutte le colpe addosso per salvarsi dal naufragio inevitabile.

Eh sì, sempre più fuori dal mondo noi cittadini, ma la casta resiste, la pelle la salva di sicuro e la vil moneta in qualche modo arriva a tutti.

(pasquale bottone)

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