Home Cronaca Viterbo Covid, la denuncia di Confael sulla sicurezza al Belcolle:”Ci risultano 8 infermieri in quarantena e altri 13 contagiati al Pronto Soccorso”
Viterbo Covid, la denuncia di Confael sulla sicurezza al Belcolle:”Ci risultano 8 infermieri in quarantena e altri 13 contagiati al Pronto Soccorso”

Viterbo Covid, la denuncia di Confael sulla sicurezza al Belcolle:”Ci risultano 8 infermieri in quarantena e altri 13 contagiati al Pronto Soccorso”

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“La guerra si fa con le armi in possesso”.

Questa frase non risale al marzo 2020 quando ci siamo trovati in piena e improvvisa  emergenza Covid, senza Dispositivi di Protezione Individuali (mascherine, schermi, tute ermetiche ecc.) e con una carenza di idonee attrezzature atte a monitorare le condizioni dei pazienti.

Ma che oggi, a distanza di sei mesi dal termine del lockdown, l’aspetto organizzativo  non solo non è migliorato ma è forse peggiorato e in questa situazione è quindi doveroso che un sindacato affronti i problemi dell’U.O.C. Malattie Infettive di Belcolle a tutela di tutti gli operatori sanitari, Infermieri, O.S.S., ecc.compresi gli utenti che per loro sfortuna si ritrovano ricoverati.

Entrando nel merito, si precisa la presenza su un totale di ventotto posti letto, di cui diciotto di Malattie Infettive (Covid) e dieci di Terapia Sub-Intensiva (definita Area Critica). Forse per evitare la presenza di un anestesista nelle ventiquattro ore?

Questi ultimi dieci posti letto, due letti per ogni stanza, sono provvisti di un pre-ingresso a pressione negativa onde evitare che all’apertura della porta possa fuoriuscire areosol contaminato. Tuttavia una di queste stanze, confinante con la medicheria è provvista di una porta non sigillante riducendo, a nostro parere, la pressione negativa, creando così il rischio di contagio tra gli Infermieri. Contagio già avvenuto, in quanto due Infermiere dopo aver prestato il loro turno presso detta stanza sono risultate positive con sintomi al Covid 19.

Questo evento avverso avrebbe dovuto indurre ad una sollecita somministrazione di un tampone, per tutto il personale che opera al secondo piano della Palazzina, cosa che ci si ostina a non effettuare, mentre di routine negli altri Reparti di Belcolle all’emersione di un Covid positivo viene giustamente effettuato il tampone a tutti i presenti.  Ci chiediamo da cosa deriva questa inspiegabile disparità di trattamento? Gli infermieri che operano preso la cosiddetta “Area Critica” sono ritenuti “carne da macello” ? Poiché da tali comportamenti, questo ci induce dedurre.

E’ presente una disfunzione della telemetria dove l’Infermiere tramite i monitor centralizzati può osservare i parametri vitali (saturazione dell’ossigeno nel sangue, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, pressione arteriosa) poiché dalle sole telecamere è impossibile accertare se un paziente diventa cianotico (viola). Strumenti tra l’altro insufficienti che potrebbero indurre a scelte drammatiche.

Ma quanto suddetto non basta, in quanto gli Infermieri dopo aver indossato la tuta ermetica,  (scafandro), guanti, occhiali ecc. per lunghi periodi, al momento della svestizione la divisa indossata sotto il dispositivo, è “zuppa” di sudore e necessita di essere sostituita, ma purtroppo succede che spesso non sono disponibili divise di ricambio costringendo l’operatore sanitario ad indossare una divisa occasionale o troppo stretta o troppo larga che ne impedisce la libertà dei movimenti.

Entriamo nel merito dei percorsi sporco/pulito fondamento essenziale dell’Igiene Ospedaliera. Ebbene nel caso specifico non esiste una divisione tra percorso sporco e percorso pulito anche negli spazi antistanti la “cucina” di Reparto.

Per ultimo, ma non da ultimo segnaliamo il trasferimento di pazienti intubati nella cosiddetta Area Critica e trasferiti in Rianimazione. Detto trasferimento avviene tramite una respirazione assistita manuale, a nostro parere, con un circuito aperto o semichiuso, dove l’aria espirata dal paziente viene dispersa lungo il lungo percorso. Questa problematica potrebbe essere superata tramite l’utilizzo di una barella di biocontenimento, barella che in tutta la ASL è inesistente.

Per concludere, onde evitare di prolungarsi ulteriormente, segnaliamo che a seguito del trasferimento del paziente la sanificazione, ci risulta venga eseguita soltanto nell’ascensore e non in tutto il percorso dalla palazzina Malattie Infettive alla Rianimazione, Diagnostica ecc.

Da quanto sopra esposto auspichiamo che il personale venga fornito di “armi idonee” a vincere la guerra e non a morire per questa. Infine ci poniamo una domanda: ma i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, (RLS), nominati all’interno della RSU da CGIL, CISL e UIL, (e FIALS?), dove stanno ? Perché non adempiono alle loro competenze visto che sono stati formati per la Tutela della Salute dei Lavoratori? Quest’ultima non gli interessa?

Riteniamo opportuno che la ASL Viterbo ponga più attenzione ai fatti, alle regole, alle competenze.

 

F.to

Il Segretario Provinciale Organizzativo

Valerio Oliva

 

Ed ecco di seguito le segnalazioni inviate alla direzione Asl Viterbo e p.c.  alle autorità giudiziarie dalla segreteria nazionale Confael:  

 

Al Direttore Generale A.S.L.- Viterbo

Dott.ssa  Daniela Donetti

Via E. Fermi, 15

01100 Viterbo

e.p.c.               Alla Procura della Repubblica di Viterbo

Alla Procura della Repubblica di Roma

Alla Procura della Repubblica di Perugia

Alla Corte dei Conti

Al Gruppo N.A.S. Carbinieri di Viterbo

Alla Direzione I.N.A.I.L. di Viterbo

Alla Direzione Generale I.N.A.I.L.

Agli Organi di informazione Redazioni di Viterbo

LL.SS.

Oggetto: condizioni di lavoro.

In data 24.10.2020, questa Organizzazione Sindacale tramite il Segretario Provinciale Organizzativo Dott. Valerio Oliva, con un comunicato stampa, che si allega in copia, denunciava una carenza  di prevenzione presso l’U.O.C. Malattie Infettive dell’ospedale di Belcolle.

Essendo ad oggi nulla cambiato, permanendo quindi le stesse condizioni di lavoro a rischio di infezione da COVID 19, si ritiene opportuno, a nostro parere, l’intervento delle Autorità competenti in indirizzo per accertare l’eventualità di reati e/o responsabilità\.

Con amarezza e preoccupazione apprendiamo che, al momento, ci risultano 8 (otto) unità infermieristiche contagiate, (circa il 20% del totale), ed in quarantena poiché presentano, tra l’altro, anche sintomi di  malattia.

Inoltre ci risultano anche 13 (tredici) unità infermieristiche contagiate presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Belcolle dove pazienti “sospetti” vengono ricoverati nei locali dell’Osservazione  Breve con il rischio che chi non fosse  lo divenga. Inoltre ci risultano contagiati altri numerosissimi Operatori Sanitari e auspichiamo che per tutti venga riconosciuto l’infortunio sul lavoro derivante da una “macabra” organizzazione.

Siamo venuti a conoscenza dell’acquisto di tute bianche per 213.000 euro e che sta avvenendo la formazione per la vestizione, ma che questa, al momento, è stata fatta soltanto alle Assistenti Sociali e non al personale infermieristico del territorio che è quello più a contatto con gli utenti quindi più a rischio, ma che comunque non ne vediampo la incombente necessità. Si sta cercando di smaltire i 213000 euro di tute acquistate? Cosa ne pensa la Corte dei Conti? Visto che siamo alla Corte dei Conti, cosa pensa del fatto che presso il reparto di Medicina di Montefiascone c’è il 50% dei posti letto liberi mentre si inviano i pazienti alla nuova S. Teresa, con i costi che ne derivano. Come mai  avviene questo?  Vuole spiegarcelo la Direttrice Generale?

Ci risulta anche l’impossibilità dell’apertura di una seconda terapia intensiva per carenza di personale. C’è personale sanitario a rischio biologico che non viene allontanato dal servizio. Il Medico Competente ha provveduto a fornire l’elenco al U.O.C. Risorse Umane? Il Servizio di Prevenzione e Protezione,ha valutato il rischio di tutti i reparti e percorsi ecc.? I Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, (RR.LL.SS.), adempioni alle proprie funzioni?  Non sarebbe il caso che le Autorità Competenti accertino?

Ci sarebbe da continuare per numerose pagine, ma per ulteriori approfondimenti restiamo a disposizione degli indirizzatari.

Distinti saluti

Segreteria Nazionale Confael

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