Home Cronaca Viterbo, Covid, altri due anziani deceduti a Viterbo, ma Arena pensa all’albero e alle lucine, mai una parola per chi soffre, muore e le famiglie
Viterbo, Covid, altri due anziani deceduti a Viterbo, ma Arena pensa all’albero e alle lucine, mai una parola per chi soffre, muore e le famiglie

Viterbo, Covid, altri due anziani deceduti a Viterbo, ma Arena pensa all’albero e alle lucine, mai una parola per chi soffre, muore e le famiglie

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Ci sono altre 7 vittime del Covid in Tuscia, ma le istituzioni cittadine non hanno un minuto solo per ricordarle, troppo impegnate a cercare di non perdere consensi e ad occuparsi di alberi, alberelli, luci e lucine che evidenzino una atmosfera natalizia che non c’è e non sente nessuno.

Oggi due decessi a Viterbo, due cittadini di 84 e 90 anni che avrebbero diritto, come chi li ha preceduti in questa dolorosa partita, ad essere ricordati, citati, avvolti dalla commozione e dall’affetto di tutti: ma chi muore di covid nella città dei papi non merita l’attenzione di questi infantili e ingenerosi amministratori impegnati  su tutti altri autoreferenziali fronti,

Tra gli altri morti di oggi un  cittadino di 70 anni di Montefiascone, 1 cittadino di 87 anni di Grotte di Castro, 1 cittadino di 75 anni di Bassano Romano, 1 cittadina di 86 anni di Bomarzo ed un  cittadino di Orte di 94 anni (tutti deceduti al Belcolle, tranne l’ultimo , a casa.

Ed è un bollettino terribile, che a noi mette grande tristezza,  perchè è quello dei dimenticati, dei poveri ammalati che servono solo alle statistiche, la loro perdita non interessa a nessuno, tranne alle famiglie, lasciate sole, terribilmente sole, spesso poco e raramente informate sullo stato di salute dei loro congiunti, se non per avvenuta morte.

A Viterbo tutto deve passare sotto silenzio, tutto deve andare bene, nessun ostacolo ci deve essere sulla strada del nulla emotivo: Arena oggi ricordava dati asl tutti al positivo, era pronto ad assumersene i meriti tutto fuorchè provati ( la chiusura di qualche viuzza o piazzatta) , ma non trovava ancora una volta un minuto per ricordare chi soffre, chi si ammala, chi muore per questa maledetta pandemia.

Una superficialità estrema che anche per una città fredda come Viterbo, che non ha mai avuto un sindaco così, irrilevante, poco presente, assente emotivamente da quello che succede in città: e nel presidente Nocchi ha trovato la sua perfetta copia carbone in materia di insensibilità umana e di pressappochismo istituzionale.

Viterbo e la Tuscia meritano di meglio, questione di cuore che ha bisogno di tornare a battere in questo squallido grigiore e in questa latitanza clamorosa di personalità degne di rappresentarle.

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