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Viterbo, cose viterbicole, il “bulimico”  pirata, un brutto incubo per la città

Viterbo, cose viterbicole, il “bulimico” pirata, un brutto incubo per la città

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Pubblichiamo questa nota ricevuta da Peppino Pulitzer: 

 

Bulimia e nessun senso del ridicolo. Queste sono le due chiavi di lettura della ormai classica intervista che il Megadirettore e Megaeditore Galattico concede al suo salariato prima o dopo la Grande Iniziativa degli autoproclamati pirati della bellezza. Bulimia perché il pasciuto webgazzettinaro minaccia sia di organizzare un’edizione estiva delle sue piratate (alla faccia di Filippo Rossi & Co. che avevano sommessamente annunciato il ritorno di Caffeina a Viterbo) che di “coordinare” tutti gli altri festival viterbesi (leggi mettere a remare con le catene alle mani e ai piedi gli incauti operatori culturali collaborazionisti). Perché lui, immodestia a parte, si avvale di un’“équipe di persone giuste” e soprattutto perché Dio e i generosi sponsor lo vogliono. D’altra parte, come si fa a lesinare spazi e denari a uno che seriamente dichiara, gonfiando il petto come neppure la rana di Fedro, che “ha rimesso in moto un pezzo di attività culturale”? Bum! E’ esplosa. La rana.

Nessun senso del ridicolo perché neppure il direttore del più sperduto gazzettino o webgazzettino della più sperduta e depressa provincia si farebbe intervistare da un suo salariato, che è poi la sua “spalla” abituale nelle Grandi Iniziative piratesche, per autolodarsi. Come da proverbio, chi si loda si imbroda. Va bene che sui maglioncini in tamarro style le sbrodolate non si notano, ma non è comunque bello aggiungere orrori ad orrori. Più che Grandi Giornalisti e Grandi Operatori Culturali, il padrone e il suo salariato nei loro duetti live e webgazzettinistici sembrano i Fratelli De Rege in versione vernacolare con l’aggiunta di risatine uterine e borborigmi.

Ma il premio Nobel per il Nessun senso del ridicolo il Megadirettore e Megaeditore Galattico lo conquista quando afferma (la citazione è testuale, refusi compresi) che “il sindaco Giovanni Arena, finché è stato sindaco, ha sempre messo a disposizione un regalo con prodotti locali per gli intervistati. Per promuovere  la città. Una cosa che Arena ha continuato a fare personalmente anche per gli incontri successivi, nonostante la sua giunta non ci sia più”. Quel sindaco Arena Tentenna, Tenerone e Partigiano che il pirata della millantata bellezza pochi mesi fa avrebbe voluto dimissionario. Ora invece è diventato il suo eroe perché dona vino, caciotte e olietto bono agli ospiti delle adunate oceaniche vernacolar-piratesche.

Quando si sveglierà la citta di Viterbo e la sua classe dirigente (scusate la parolona) da questo brutto incubo?

(Peppino Pulitzer) 

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