Home Cronaca Viterbo, cose viterbesi, la nota, le inutili guerre di numeri sul turismo delle lobbies e dei giornali di parte: il turismo di massa non appartiene a Viterbo, manca ancora un target
Viterbo, cose viterbesi, la nota, le inutili guerre di numeri sul turismo delle lobbies  e dei giornali di parte: il turismo di massa non appartiene a Viterbo, manca ancora un target

Viterbo, cose viterbesi, la nota, le inutili guerre di numeri sul turismo delle lobbies e dei giornali di parte: il turismo di massa non appartiene a Viterbo, manca ancora un target

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Ed ora le lobbies di parte hanno cominciato con la guerra dei numeri sui visitatori per il natale, strumentalmente,  come certi giornali un po’ patetici che magari hanno paura di perdere qualche sponsor…. Abbiamo scritto che purtroppo la situazione dell’informazione è miserabile oltre che qualitativamente imbarazzante, nessuno che faccia una analisi a più ampio spettro. Tutti che blaterano a vuoto per servile senso di partigianeria, mentre il cuore del problema non viene mai affrontato: Viterbo non è una città adatta al turismo di massa, può accogliere anche quello “mordi e fuggi” che porta in ogni caso (pochi) incassi, ma il suo obiettivo deve essere di trovare un target turistico che la rappresenti e  la valorizzi: diciamo subito che a nostro avviso il suddetto target potrebbe identificarsi in special modo con una popolazione over 45, non solo italiana, a caccia di luoghi dell’arte dove poter assistere a qualche concerto ad hoc (musica classica, era giustissima  la strada del “festival Barocco”) , ritemprarsi (terme), stare un po’ in tranquillità. Gente in grado di qualificare l’ambiente,  di portare moneta contante e sempre a caccia tra l’altro di nuovi punti di riferimento; gente che ti “sceglie”e che puoi fidelizzare.

Il turismo di massa abbisogna di strutture, di mezzi di collegamento che funzionano, di “luoghi mitici” da visitare che noi non abbiamo ( l’unico che potremmo avere, Palazzo dei Papi, è poco considerato sia dalle istituzioni che dalla popolazione da sempre) come non possiamo al momento vantare “eventi unici” a livello nazionale.

Non si può centrare tutto il discorso, concentrare tutte le proprio aspettative su qualche rassegna  non originale (di cui ci sono decine di esempi lungo la penisola) nè sul “natale”, sono appuntamenti di contorno, che dovranno essere personalizzati e migliorati,  ma che non risolvono la questione turismo, inutile prenderci in giro.

Certo si potrà scegliere la scorciatoia della sagra di paese, delle paninoteche ambulanti, dei fritti e ri-fritti, ma quella non provoca sviluppo e solo contrasti e guerre interne tra chi ha consumato più frittelle o  peroni.

Vogliamo davvero ridurre a questo il turismo cittadino?

(pasquale bottone)

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