Home Cronaca Viterbo, Coronavirus, Tavoli all’aperto ovunque, ok, ma Arena deve lavorarci, un unico grande risto-bar a cielo aperto metterebbe in fuga tutti
Viterbo, Coronavirus, Tavoli all’aperto ovunque, ok, ma Arena deve lavorarci, un unico grande risto-bar a cielo aperto metterebbe in fuga tutti

Viterbo, Coronavirus, Tavoli all’aperto ovunque, ok, ma Arena deve lavorarci, un unico grande risto-bar a cielo aperto metterebbe in fuga tutti

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Che le attività commerciali, specie quelle di ristorazione abbiano bisogno di un po’ di sollievo a causa di una crisi ostinata aggravata solo e non creata dalla pandemia è indubbio, che ora Viterbo debba essere però tutto il giorno trasformata in un risto-bar a cielo aperto è poco comprensibile e irrispettoso nei  confronti di tantissimi cittadini.

Il sindaco sta spingendo i proprietari di locali ad organizzarsi, a piazzare tavolini in ogni dove, ma forse sarebbe il caso che desse anche dei suggerimenti su come farlo: una città depressa come Viterbo non può combattere il suo male del secolo solo con overdose di schiamazzi e grida, “alcoolicamente corretti”, anche perchè una città fin troppo tranquilla e appartata come la vetus urbs non può diventare improvvisamente solo una capitale (piccola piccola) della movida.

Tra ristoratori e istituzioni ci sono i cittadini che magari vogliono anche distrarsi, uscire, tornare a frequentare, ma senza rinunciare ad un po’ di tranquillità casalinga, a dormire, a leggere un libro.

Queste ultime esigenze vanno rispettate come quelle legittime dei ristoratori: è per questo che cittapaese.it scrive da anni che sarebbe necessario ridisegnare totalmente la città della notte, non confinarla in pochi ambiti ristretti, allargarla a più zone, con i commercianti assistiti in prima persona dal comune per eventuali spostamenti di attività.

Ma ovviamente sono ipotesi rimaste lì, nessuno sembra interessato ad aggiornare alle mutate necessità le sue proposte: e da questo nasce la comprensibile paura di molti che in questa estate Viterbo possa trasformarsi non solo a San Pellegrino, ma in tutto il centro storico in un grande risto-bar a cielo aperto senza regole e costrutto dove a regnare sia solo una “totale ammuina”.

Ecco Arena forse dovrebbe in questo momento lavorare per impedire questo, per assicurare spazi ai ristoratori, ma per non costringere i non grandi sostenitori della “confusione per la confusione”  a non abbandonare la loro città.

(la foto pubblicata in alto è precedente rispetto all’emergenza coronavirus)

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