Home Cronaca Viterbo-Coronavirus: per l’assessore regionale D’Amato a Viterbo nessun operatore sanitario ha “preso” il virus in ospedale, chissà come farà ad esserne così certo
Viterbo-Coronavirus: per l’assessore regionale  D’Amato a Viterbo nessun operatore sanitario ha “preso” il virus in ospedale,  chissà come farà  ad esserne così certo

Viterbo-Coronavirus: per l’assessore regionale D’Amato a Viterbo nessun operatore sanitario ha “preso” il virus in ospedale, chissà come farà ad esserne così certo

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Apprendiamo da una nota della regione Lazio, dell’assessore alla Sanità D’Amato, che nessun operatore sanitario avrebbe “preso” il virus, sarebbe stato contagiato insomma in ambito ospedaliero, a Viterbo. Sicuramente è una affermazione netta, un bisogno di puntualizzazione che parte da lui, non mi risulta che nessuno lo avesse sollecitato in tal senso. Quindi succede che con questi chiari di luna, invece di tranquillizzarci magari  sullo stato del contagio nella nostra città oltrepassando la solita sequela di numeri che nulla specificano (da quanto tempo non sentiamo più parlare di link epidemiologici nei comunicati Asl Viterbo?) ci  informa con  due righe nel comunicato che la vetus urbs ospedaliera vergine è di contagi, mai nessuno spinse tra le malvagie braccia dell’inquietante morbo.

Non sappiamo se D’Amato stia mettendo le mani avanti, o la sua stentorea dichiarazione poggia su basi solide statistico-scientifiche, il che significherebbe che potrebbe darcene conto in qualsiasi momento ed anzi se presto lo farà gliene saremo eternamente grati.

Certo che è difficile capire come 12 infermieri del laboratorio analisi (dodici, non uno) si siano potuti ammalare tutti fuori di lì: giocano a cricket a squadre insieme, fanno parte dello stesso cineclub, vanno alle terme insieme con le famiglie ogni sabato e domenica o cos’altro?

Sconvolgente davvero la rassicurazione ( a chi, alla asl viterbo o a noi?) di D’Amato che ci riporta ancora ad una Viterbo dove il  mondo corre ad un’altra velocità, tutto è ovattato e avvolto in nuvole fatte di silenzi e veline  di regime.

(p.b.)

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