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Viterbo, Coronavirus, Paolo Bianchini, il “sobillatore senza idee”, ancora una volta l’oscurantismo corporativo anni 20 viene da Viterbo

Viterbo, Coronavirus, Paolo Bianchini, il “sobillatore senza idee”, ancora una volta l’oscurantismo corporativo anni 20 viene da Viterbo

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Altro che ritirarsi dalla politica,  Paolo Bianchini ne fa sempre di più e sempre col piglio del trascinatore di ristoratori alla pugna che aumenta sempre il livello dello scontro, anche se non si sa bene per cosa: ora spinge tutti a non accettare i pagamenti coi pos, ma solo quelli in contanti e accusa il governo di mancato ascolto e di non aver facilitato la ripresa.

Comprendiamo benissimo le difficoltà di chi ha un ristorante, preferiremmo però che si lavorasse un po’ più di fantasia e meno di sciabola: Bianchini alza i toni da settimane per rafforzare il suo movimento post politico, per ergersi a paladino dell’oste medio italiano, ma di proposte da lui non ne abbiamo ascoltate.

Lo abbiamo visto in tv più volte (poi far parte di fdi serve sempre…), ma non lo abbiamo mai visto ergersi a portavoce di una categoria affamata non solo di lavoro, ma anche di idee, di cambiamento, di rinnovamento anche strutturale.

Bianchini continua a fare lo hater, a seminare odio, a contrapporsi pregiudizialmente ad ogni trattativa, forse confidando di tesorizzare il tutto con una prossima elezione in regione.

Movimento Imprese Ospitalità è già un partito, l’oscurantismo corporativo anni 20 ancora una volta viene da Viterbo.

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