Home Cronaca Viterbo, Coronavirus, “nessun Oss viterbese si è ammalato negli ospedali”, la risposta dei sindacati a D’Amato: “Come fa a dirlo?
Viterbo, Coronavirus, “nessun Oss viterbese si è ammalato negli ospedali”, la risposta dei sindacati a D’Amato: “Come fa a dirlo?

Viterbo, Coronavirus, “nessun Oss viterbese si è ammalato negli ospedali”, la risposta dei sindacati a D’Amato: “Come fa a dirlo?

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Come fa l’Assessore D’Amato ad affermare che a Viterbo nessun Operatore ha contratto il virus in ambiente ospedaliero?
Ieri l’altro, al termine della quotidiana videoconferenza regionale per il CODIV 19, l’Assessore alla Sanità del Lazio, risulta aver affermato che nella provincia di Viterbo, “ad oggi, nessun operatore sanitario ha contratto il virus in ambiente ospedaliero”.
Poiché in questi giorni i casi di infezione da CODIV 19 hanno raggiunto il 20% del totale dei contagiati, (siamo secondi solo alla Sardegna con il 27% rispetto alla media nazionale del 9%),
mentre continuano ad infettarsi un numero imprecisato di operatori, anche delle strutture private, riteniamo che tale affermazione costituisce una grave menzogna istituzionale, a meno che qualcuno abbia trascritto male le parole dell’Assessore o che i dati in suo possesso confermino quanto da egli affermato.
Poiché i dati forniti dell’Assessore proverranno da fonti certificate,(in questo caso INAIL, in assenza di errori di trascrizione, escludendo comunicazioni fantasiose, non possiamo ignorare la possibilità che i contagi non siano stati comunicati dalle aziende interessate, prima di tutto dalla ASL-VT come infortunio sul lavoro.
Dopo aver contattato alcuni colleghi abbiamo potuto appurare, almeno per quei casi, che non erano state applicate le modalità procedure di denuncia di infortunio.
Per questa ragione abbiamo chiesto alla ASL il rispetto delle procedure di verificare singolarmente i casi di contagio tra gli operatori sanitari per una duplice ragione:
1- Tutelare i colleghi e le loro famiglie sul piano assicurativo;
2- Garantire a tutti gli operatori sanitari il miglior livello di tutela dal contagio;
3- Consentire alla Procura di attivare lo SPRESAL Servizio Prevenzione e Sicurezza Luoghi di Lavoro) a verificare se nella ASL di Viterbo, in presenza di tanti contagi, siano state prese
tutte le misure di prevenzione e protezione necessarie.
Ci piacerebbe scoprire che “a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina.
Viterbo 30.03.2020
F.to
CONF.A.E.L. Sanità NURSING UP C.I.S.A.S. UGL sanità
Valerio Oliva M. Filippo Perazzoni Antonella Pagnani Emanuele Principali

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