Home Cronaca Viterbo, Coronavirus, nasce la “casta del tampone”, Nocchi e l’opposizione a Palazzo dei Priori chiedono test e tamponi ad hoc per la “loro” sicurezza
Viterbo, Coronavirus, nasce la “casta del tampone”, Nocchi e l’opposizione a Palazzo dei Priori chiedono test e tamponi ad hoc per la “loro” sicurezza

Viterbo, Coronavirus, nasce la “casta del tampone”, Nocchi e l’opposizione a Palazzo dei Priori chiedono test e tamponi ad hoc per la “loro” sicurezza

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Mentre i comuni mortali a Viterbo e provincia trovano enormi difficoltà per effettuare un tampone e le file da fare spesso sarebbero poco compatibili anche con la pazienza di Giobbe, la politica, le istituzioni trovano sempre scorciatoie per i propri eletti (in senso lato).

La segretaria del Pd Manuela Benedetti, che oggi ha annunciato di essere risultata positiva, è riuscita a fare il tampone persino di domenica (ieri), il Presidente ( per lo più invisibile) della Provincia  Nocchi è riapparso in queste ore nelle cronache cittadine dando comunicazione di aver stipulato una convenzione con lazienda sanitaria locale di Viterbo per accompagnare la ripresa delle attività all’insegna della sicurezza”.

“Viene così data la possibilità-recita la nota emessa da Palazzo Gentili-  a oltre 150 dipendenti della provincia di Viterbo e a tutti i consiglieri provinciali, su base volontaria, di sottoporsi al test sierologico per la determinazione della presenza del virus Covid-19 (ricerca nel sangue degli anticorpi anti-Sars-Cov-3, IgG e IgM) e, in caso di positività, l’esecuzione del tampone naso-faringeo” (l’iniziativa- viene specificato- seguita dalla consigliera delegata al personale Lina Delle Monache, si ispira ai principi di cui al documento di integrazione valutazione del rischio, per emergenza Covid-19 in ambito lavorativo, rimesso da parte del responsabile dei servizi di prevenzione e protezione dell’ente”.

Intanto l’opposizione a Palazzo dei Priori si attiva per lo stesso scopo, con una lettera  a firma  Barelli (Forza Civica), Ricci (Pd), Erbetti (M5s), Serra (Viterbo dei cittadini) e Delle Monache (Obiettivo comune), inviata al presidente del consiglio Stefano Evangelista in cui chiedono di effettuare test rapidi per consiglieri, assessori e dipendenti impegnati nei consigli comunali. Il test, su base volontaria, sarebbe a costo zero per l’amministrazione, potendo utilizzare il gettone di presenza. Il tutto in vista della maratona per l’approvazione del bilancio. “La situazione di grande allerta dovuta alla ripartenza dei contagi da Covid 19 impone a nostro avviso una riflessione di tutto il consiglio su come conciliare la salute di tutti con le importanti responsabilità che c’impongono di portare avanti l’attività del comune nell’interesse di tutti i viterbesi, ancora di più in questo momento di difficoltà”- scrivono i consiglieri. In base alle nuove regole anti Covid, si può partecipare ai consiglio anche a distanza, ma in vista dei prossimi appuntamenti per l’approvazione del bilancio, la presenza diventa importante. Per questo i consiglieri di minoranza hanno presentato la proposta di effettuare tamponi prima di ogni seduta”.

Nasce quindi la “casta del tampone”, rivendicazione feudale che sarebbe motivata da un interesse generale che va diventando sempre più individuale.

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