Home Cronaca Viterbo, Coronavirus, mancano i Dpi, infermieri e medici allo stremo, ma la Asl non rinuncia alle consulenze d’oro al Belcolle, 60mila euro ad un chirurgo pensionato
Viterbo, Coronavirus, mancano i Dpi, infermieri e medici allo stremo, ma la Asl non rinuncia alle consulenze d’oro al Belcolle, 60mila euro ad un chirurgo pensionato

Viterbo, Coronavirus, mancano i Dpi, infermieri e medici allo stremo, ma la Asl non rinuncia alle consulenze d’oro al Belcolle, 60mila euro ad un chirurgo pensionato

0
0

E’ chiaro che la Asl Viterbo può procedere nella direzione che sceglie, adottare le strategie che ritiene migliori, mettere su il planning d’intervento che ritiene più idoneo alle sue linee programmatiche: però in tempi di “guerra” come quelli che stiamo vivendo, non possiamo negare di essere rimasti un po’ sorpresi ieri quando abbiamo letto la delibera con cui la direzione Asl stipulava, con un noto medico chirurgo, tenendo conto della disponibilità espressa da quest’ultimo, un contratto sanitario di lavoro, da svolgersi all’ospedale Belcolle,  dal 31 marzo, al 30 settembre 2020 (eventualmente prorogabile su istanza del medesimo), fatto di un rapporto libero professionale costituito da 38 ore settimanali al costo di 60 euro l’una.

Non mettiamo in  dubbio le grandi capacità professionali del chirurgo in questione, che sicuramente arricchirà con la sua non comune professionalità ancor di più l’alta caratura del personale medico del Belcolle, solo che dall’esterno viene i dubbio che la priorità della sanità locale non fosse  dispensare consulenze ottimamente pagate a pur eccelsi chirurghi in pensione.

Soprattutto considerando che al momento, essendo la battaglia contro il Covid 19 la prima urgenza, in tanti dottori pensionati in tutta Italiamettono a disposizione la loro opera volontariamente  per spirito civico sottoponendosi anche a lunghe trasferte lontani dalle famiglie per filantropica missione e voglia di essere utili alla nazione (anche dalle nostre parti un prestigioso infettivologo pare abbia rinunciato al compenso offertogli di 40mila euro mettendosi a completa gratuita disposizione).

Per questo forse avremmo preferito, pur rispettando e  considerando legittime le scelte asl, impiegare il suddetto budget per l’assunzione di un nuovo infettivologo, per l’acquisto di dispositivi di sicurezza o magari avremmo trasferito la consulenza agli ospedali di Civita Castellana o Tarquinia dove ora gli interventi chirurgici hanno luogo.

Il personale sanitario anche a Viterbo sta facendo un grande sforzo per superare il terribile momento, mai che venga a qualcuno attualmente in trincea  per uno stipendio medio basso il dubbio di essere un figliastro trascurato e poco valorizzato al cospetto di figli super-vezzeggiati e coccolati con molto saporite prebende.

LEAVE YOUR COMMENT

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *