Home Politica Viterbo, Coronavirus, “La sinistra Pd pensasse alla sanità pubblica e al lavoro, invece che “giocare” con drive in e torri civiche”, l’intervento di Paola Celletti (Non ce la beviamo)
Viterbo, Coronavirus, “La sinistra Pd pensasse alla sanità pubblica e al lavoro, invece che “giocare” con drive in e torri civiche”, l’intervento di Paola Celletti (Non ce la beviamo)

Viterbo, Coronavirus, “La sinistra Pd pensasse alla sanità pubblica e al lavoro, invece che “giocare” con drive in e torri civiche”, l’intervento di Paola Celletti (Non ce la beviamo)

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La portavoce del Movimento per l’acqua pubblica Paola Celletti è molto preoccupata per lo stato della salute pubblica nonché per l’emergenza Covid.

“La situazione  era già critica prima, figuriamoci ora- esordisce- oltre l’emergenza  virus  ormai  i cittadini sono abbandonati al loro destino anche per una visita, un semplice accertamento, un intervento chirurgico. O  si rivolgono ad un centro privato,  ad una clinica, o aspettano anni, ci stiamo avvicinando sempre più al modello di sanità americana”.

“Eppure  gli ospedali  in provincia ci sono, non capisco perché non possano essere utilizzati per  tutti, per fornire un’alternativa di cura al Belcolle- continua  la Celletti- non capisco questo sistema centralizzato che concentra tutto sul Belcolle appunto e non regge il peso delle richieste, ma fa finta di nulla”.

“Vedo  i consiglieri comunali della sinistra, o di quella  che dovrebbe essere tale, pd: “giocano” a proporre drive in e torri civiche quando aumentano gli strati di popolazione in difficoltà e addirittura la Regione mette a pagamento i test sierologici. Ognuno è libero di fare politica come vuole, ma  una sinistra che sia tale dovrebbe concentrarsi in questo momento in primis sulla salute pubblica, sul lavoro, sulla lotta alla disoccupazione e all’indigenza, non su altro.  Bisogna recuperare a sinistra una funzione, un senso,  una appartenenza,  altrimenti è tutto inutile, se non si ha voglia di fare battaglie sociali, di cambiare le cose è finita” conclude la portavoce del movimento per l’acqua pubblica.

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