30 Settembre 2022

Blog Giornale Quotidiano

Viterbo, Coronavirus, “In guerra con le mascherine di carta”, intervista ad un operatore socio sanitario della Casa di Cura Villa Rosa

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E’ un periodo molto impegnativo e pieno di preoccupazione questo non solo per il personale del Belcolle,  ma  anche per gli operatori socio-sanitari degli istituti privati convenzionati: parliamo nella fattispecie della casa di cura Villa Rosa, al telefono ci facciamo spiegare come vanno le cose al momento nella struttura appunto da un suddetta Oss.

Hanno effettuato ad ognuna di voi un tampone? 

“No, per niente, mai fatto a nessuno”

E avete in dotazione mascherine protettive?  

“Ci dicono che non sono obbligatorie quelle dpi,   la maggior parte mette mascherine di carta che ci passa la struttura, quelle per  “porzionare” gli alimenti,  altri se le sono comperate”.

Sarete molto preoccupati, immagino…

“Sì, abbiamo molti ospiti in struttura,  se succede qualcosa rischiamo di rimanere lì in quarantena,  dovrebbero farci controllare, proteggerci: invece  ci dicono che ci concederebbero l’uso  di mascherine preventive, che sarebbero invece un nostro diritto, solo in presenza di sintomi febbrili, insomma una gran confusione e solo rischi per noi”.

Quali sono, riassumendo, le garanzie che chiedete?

“La misurazione della temperatura anche per noi dipendenti prima di ogni turno, appena arrivate. Poi mascherine e dispositivi per la sicurezza nostra e sopratutto per i pazienti;  abbiamo anche un reparto di malati terminali, solo che  questi ultimi è previsto possano ricevere  una sola visita di parenti esterni che poi siamo noi ad accogliere in portineria e a misurare la temperatura:   diamo loro la mascherina di carta, igienizziamo loro le mani e poi possono entrare in reparto, ma è una “sicurezza” di carta….”.

(p.b.)

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