5 Dicembre 2022

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Viterbo, Coronavirus, il punto, Villa Immacolata andava chiusa il 16 marzo al primo caso di contagio di una Oss, un intervento tardivo può essere grave come un non-intervento

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Villa Immacolata, la Asl  ribadisce che la situazione è sotto controllo, che saranno effettuati i tamponi a tutti, medici, infermieri, pazienti: per ora le ultime voci parlano di qualche positivo in più, 10 invece che sei (aspettiamo conferma da nota Asl),

Eppure il primo caso di una oss trovata positiva risale al 16 marzo, data in cui Fiorella Biribicchi, attualmente ricoverata ancora in terapia intensiva, effettuò il suo ultimo turno; da allora sono passati più di 15 giorni per arrivare ad una mobilitazione che sembra oggettivamente tardiva (nel frattempo un’altra paziente, prima dei 6 casi di ieri si era ammalata, una signora di  Montalto che per fortuna ora sembra in miglioramento).

Essendo una operatrice socio sanitaria in contatto con tutti, medici, colleghi pazienti, non si capisce perchè la casa di cura non sia stata chiusa già allora, perchè dopo il 16 marzo sia stato consentito che tutti quelli che potevano essere stati esposti al contagio di circolare liberamente nella struttura, nello spogliatoio, alla timbratura, in palestra, etc.

E non siano stati vietati gli ingressi dall’esterno,  eseguiti tamponi anche ai parenti dei pazienti.

La direzione generale rassicura, dichiarando che anche la situazione delle altre case di cura è stata costantemente monitorata, ma gli accadimenti di queste settimane non lasciano completamente tranquilli e anzi pongono numerose domande,  a partire dal dato che dal 16 marzo all’altro giorno sia sempre stato negato da chi di dovere che la situazione a Villa Immacolata andava facendosi complicata.

Un intervento tardivo può avere conseguenze preoccupanti quanto un non intervento.

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