Home Politica Viterbo, Coronavirus, Fase 2, “Il Comune non ha idee, una certa fantomatica opposizione fa solo involontario umorismo”, la nota di Luigi Telli (Prc)
Viterbo, Coronavirus, Fase 2,  “Il Comune non ha idee, una certa fantomatica opposizione fa solo involontario umorismo”, la nota di Luigi Telli (Prc)

Viterbo, Coronavirus, Fase 2, “Il Comune non ha idee, una certa fantomatica opposizione fa solo involontario umorismo”, la nota di Luigi Telli (Prc)

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Scuole, lavoro, buoni-famiglia, anziani, servizi sociali. Cinque domande al Sindaco sulla  2

 

  1. Buoni-famiglia. I dati parlano chiaro: il numero delle domande pervenute per ottenere i buoni-spesa è enorme (3500), segno che a Viterbo il tasso di povertà è ora altissimo, e la situazione è drammatica. 3500 famiglie su una città come la nostra è un dato allarmante. Non solo. A conti fatti, 600 famiglie sono rimaste escluse. E molti esercizi non accettano i buoni. Che farà il Comune? Dirà che il Governo non ha stanziato nulla o cercherà di attivarsi? E con quali criteri?
  2. Dicono che a partire dal 18 maggio, in modo decisamente caotico, si ripartirà. Peccato che a Viterbo la piaga del lavoro nero renda la riapertura assai problematica. Basta scambiare due parole con i lavoratori: nessun contratto, o contratti fittizi, irregolari, dipendenti assunti come stagisti, part-time, tirocinanti, eccetera. Che fine faranno? È prevedibile che, con il (sacrosanto) blocco dei licenziamenti varato dal Governo, padroni e padroncini sceglieranno di non riaprire proprio, oppure di riaprire assumendo solo al nero. Del resto si sa, mettere in regola i dipendenti è un costo per le imprese. Ebbene, a parte la penosa messinscena della consegna-delle-chiavi, il Comune che farà con questi “datori di lavoro” (nero)? E con i lavoratori? Evocherà come fanno alcuni dai banchi dell’opposizione (?) il modello ponte-di-Genova (cioè nessun controllo, zero sicurezza, sospensione di diritti e tutele)?
  3. Centri anziani. Che ne sarà? La stagione estiva è alle porte, fra Viterbo e Bagnaia i maggiori centri anziani comunali sono ancora chiusi. Buon senso vorrebbe che se si permette alla pizzeria o al barbiere di ripartire, si dovrebbe fare lo stesso con emeroteche, centri sociali comitati anziani e quant’altro. A meno di non dire che “Viterbo non è un paese per vecchi”, un po’ come in certe tragiche terapie intensive nei mesi scorsi, in cui si curano prima i giovani e poi semmai gli altri. Il Comune che intende fare con i centri anziani?
  4. Servizi sociali e assistenza domiciliare anziani e disabili. Una volta usciti dal periodo di massimo contagio, la sinergia fra ASL e Comune dovrebbe essere intensificata. A che punto siamo?
  5. Le scuole. Infanzia, primaria, scuole medie: dipendono tutte dai Comuni. Fra tre mesi inizia l’anno scolastico. Inutile truccare i dati e inserire bagni palestre e ripostigli nei calcoli della metratura: gli spazi sono insufficienti, e il numero di alunni per classe è fuori norma. Il Comune che fa per la messa in sicurezza? Il personale e le strutture sono adeguate? È stato predisposto un qualche tavolo di lavoro con Dirigenti scolastici e sindacati? O a settembre restiamo chiusi con la solita scusa che il Governo non ha dato indicazioni e noi non sappiamo che fare?

 

Il Comune sembrerebbe non avere un piano, e marciare in ordine sparso, senza un criterio. Ma lo stesso vale per chi dovrebbe stare dall’altra parte. La ricetta delle fantomatiche opposizioni è fuori da ogni logica razionale. Sembrano delle trovate umoristiche ma è la verità. Esempio: come rilanciare il turismo culturale? Così, dicono: con i drive-in al Sacrario e i cinema all’aperto. Come rilanciare il centro storico? Così: si tolgono le auto parcheggiate nelle piazze rinascimentali e ci si mettono i tavolini delle birrerie. Come si rilancia l’economia? Con più soldi agli imprenditori e meno controlli (meno “burocrazia” – dicono). Come si riparte con scuole e asili? Così: più soldi per “la strumentazione didattica” (cioè scuole chiuse e computer a casa). E così via. Un atteggiamento demenziale, in mezzo a una tragedia.

 

Luigi Telli

Rifondazione Comunista

Circolo di Viterbo

 

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