Home Politica Viterbo, Coronavirus: “Fase 2, dal punto di vista sanitario non siamo pronti, l’ Asl deve fare molto di più”, cittapaese.it incontra Paola Celletti (Non ce la beviamo)
Viterbo, Coronavirus: “Fase 2, dal punto di vista sanitario non siamo pronti, l’ Asl deve fare molto di più”, cittapaese.it incontra Paola Celletti (Non ce la beviamo)

Viterbo, Coronavirus: “Fase 2, dal punto di vista sanitario non siamo pronti, l’ Asl deve fare molto di più”, cittapaese.it incontra Paola Celletti (Non ce la beviamo)

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E’ legittimamente preoccupata per questa fase 2 Paola Celletti, portavoce del Movimento per l’acqua pubblica “Non ce la beviamo” ed ex candidato sindaco per la Lista Civica Lavoro e Beni Comuni:   spiegherà a cittapaese.it  perchè, partendo dal presupposto che lei stessa ci dice che la ripresa della produzione era ormai indispensabile….

“Veniamo da anni ed anni di privatizzazione della sanità pubblica e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, abbiamo avuto bisogno di atti eroici per resistere, e non sempre efficacemente alla pandemia. Forse è il momento giusto per cambiare completamente corso e programmazione”.

Cosa la preoccupa maggiormente di questa fase 2 ? 

“Dal punto di vista sanitario non so se l’Asl e la Regione hanno  fatto e fanno   tutto quello di cui ci sarebbe bisogno: vedo ancora difficilissimo effettuare  un tampone per chiunque, gli ospedali sono tutti chiusi in provincia, funziona solo il super-utilizzato Belcolle, le informazioni sullo sviluppo della malattia nella nostra zona sono ridotte al lumicino, sinceramente come cittadina questo senso di sicurezza non lo provo. Per non parlare delle mascherine a Viterbo mai consegnate ai cittadini a casa, una vera farsa”.

Cosa andrebbe fatto secondo lei? 

“Andrebbero aperti sicuramente gli  ospedali della provincia per far riprendere la normale attività ospedaliera oltre alla sola lotta contro il virus: le file d’attesa per visite o interventi nel frattempo sono  diventate molto più lunghe di prima, bisognerebbe incominciare a pensare a queste cose seriamente”.

La Asl non lo fa a suo avviso? 

“Lo farà pure, ma in maniera non sufficiente rispetto a quelle che sono le esigenze della provincia: questo quadro idilliaco che la stessa asl disegna di se stessa nei comunicati stampa mi sembra forse eccessivamente ottimistico ed auto-elogiativo”.

Come ha reagito il sistema Viterbo al Covid 19 secondo lei?

“Io le istituzioni le ho sentite poco, il sindaco ad esempio non  ha mai parlato dell’emergenza Covid ai cittadini: vedo una città che resta sonnolenta e poco reattiva anche  nei momenti difficili, governata con la stessa approssimazione di sempre  e l’uguale, secolare, voglia di non cambiare”.

(p.b.)

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