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Viterbo, consiglio comunale, il problema delle carceri è gravissimo, ma nel Lazio il garante dei detenuti c’è già

Viterbo, consiglio comunale, il problema delle carceri è gravissimo, ma nel Lazio il garante dei detenuti c’è già

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Ieri in consiglio comunale siamo passati dall’aria fritta all’ideologismo barricadero per l’istituzione del garante per il detenuto, figura  indefinita per quello che riguarda Viterbo,  ancora tutta da disegnare soprattutto operativamente e non si sa bene con quale impiego di forze da parte del Comune.

Il problema delle carceri a Viterbo è enorme, i casi di morti discusse in cella sono state numerosi al Mammagialla  e hanno guadagnato anche l’attenzione di giornali e associazioni nazionali: non si è mai visto però un politico locale denunciarli pubblicamente, rilasciare interviste al riguardo, mettersi in contatto con i detenuti: ci sono stati gruppi di lavoro che lo hanno fatto, ma consiglieri comunali no.

Da parte di questi ultimi è mancato il coinvolgimento attivo, nessuno ha creato associazioni dedicate, fatto volontariato, inciso da par suo in qualche modo.

Quindi si tratta di un dramma che la città in gran parte ha fatto finta di non vedere, schierandosi spesso a prescindere con  la polizia penitenziaria e in massima parte sempre prendendo le distanze dalla figura del detenuto considerato evidentemente un peccatore irrecuperabile.

Perciò stupisce la battaglia epocale inscenata ieri dal monostellato Erbetti e dai suoi compagni di ventura del pd civico e del filipporossismo: non vorremo fosse stata una guerra di principio, l’esaltazione di idealismi solo di facciata, l’esigenza di portare a casa una vittoria, la vittoria della staffa.

Eppure un tema come quello delle carceri non può essere affrontato da una sola parte politica, merita discussioni ad ampio raggio, confronti, partendo dal presupposto che molto andrebbe fatto per migliorare le condizioni di vita dei detenuti,  stretti in  spazi infernali,  e per rendere sempre trasparente quello che succede a mammagialla.

Sarebbe stato sufficiente che poi l’intero consiglio comunale forse deliberasse di attivarsi con il garante regionale del detenuto, Stefano Anastasia, che lo è anche dell’Umbria e magari venisse istituita una delega al rapporto con quest’ultimo con un consigliere che si mettesse al lavoro per monitorare costantemente lo stato delle carceri.

Una delega che, per ragioni di pluralismo,  e perchè il csx ha mostrato in ogni caso maggiore sensibilità al riguardo, la maggioranza potrebbe lasciare all’opposizione in un clima di collaborazione.

Questa figura indefinita del garante del detenuto non penso sinceramente che questa amministrazione sia in grado di gestirla, e con questi chiari di luna.

Alla fine talvolta può essere un maggior risultato riuscire ad imporre il dialogo all’altra parte, che batterla di misura con enfasi  più nevrastenica che sostanziale sul filo di lana.

(pasquale bottone)

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