29 Novembre 2022

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Viterbo-Comune: “Viterbo è una città ancora ferma agli anni 60/70, ci vuole una svolta totale, “volerle bene”, a colloquio con Fabrizio Purchiaroni

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Dopo più di 10 anni di assenza dalla scena politica l’ingegnere Purchiaroni era tornato ad occuparsi della cosa pubblica candidandosi alle comunali con Forza Italia lo scorso anno: eletto, ha poi svolto il suo ruolo di consigliere comunale con grande indipendenza, non trovandosi d’accordo con parecchi provvedimenti della sua maggioranza, di qui la decisione di lasciarla e di passare al gruppo misto presa ieri con un discorso energico e deciso in consiglio comunale.

– Ecco, siamo al day after, come vanno le cose?

“Ci ho pensato a lungo, è stata una decisione sofferta, sono stato combattuto, ma poi alla fine non restava che una scelta di libertà….”.

-Lei poi è stato quasi un decennio lontano dalle istituzioni e ha dimostrato di saperci stare serenamente…

“Sono stati anni di crescita, che ho dedicato interamente al lavoro, che mi hanno dato la possibilità anche di viaggiare, di lavorare in altri posti, di arricchirmi di altre esperienze e di verificare come dalle nostre parti siamo un po’ messi maluccio anche rispetto al resto d’Italia…”.

– Ci spieghi meglio…

“Viterbo è una città bellissima, è la mia, ci sono cresciuto, voglio continuare a viverci, ma è come se il tempo si fosse fermato, potremmo essere tranquillamente agli anni 60/70, di questo passo non riusciremo ad assicurare un futuro ai nostri figli, dovranno andar via. E’ necessario cambiare immediatamente verso, a partire dal recupero del centro storico”.

– Come si muoverebbe lei in tal senso?

“Innanzitutto trovando il modo di ristrutturare e mettere in sicurezza i palazzi storici, poi convincendo anche i privati ad investire nel recupero di strade, fontane, edifici ed ovviamente chiudendo al traffico delle auto. Il centro storico dovrebbe diventare il salotto buono della città, fulcro di iniziative culturali e turistiche, ri-abitato anche dai cittadini”.

-Cose che in molte città succedono, ma che solo a citarle a Viterbo sembrano imprese improbe…

“Ci siamo abituati al “brutto”, alla noncuranza, alla rassegnazione. Dovremmo ritrovare l’orgoglio, la voglia di partecipare tutti a rendere la nostra città migliore. Poi questo non sarà possibile se la politica continuerà ad inseguire solo il tornaconto personale”.

-Come succede troppe volte…

“Il politico che si candida deve trovare soddisfazione facendo qualcosa di buono per la collettività, altrimenti che politico è, è uno che usurpa la volontà popolare, altra cosa. Solo cosi si può ritrovare un clima di fiducia e di collaborazione tra cittadini e istituzioni e superare familismi ed altri fastidiosi fenomeni”.

– Che farà ora?

“Voterò volta per volta secondo coscienza i provvedimenti che saranno presentati in consiglio, non avrò preclusioni nei confronti di nessuno, guarderò nel merito le cose e deciderò. Senza logiche di schieramento, voglio fare qualcosa di costruttivo per la mia città, la politica politicante non mi interessa, a quel punto faccio altro o gioco con mio figlio piccolo, mi diverto molto di più”.

(pasquale bottone)

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