Home Politica Viterbo, Comune, Luisa Ciambella si dimette da capogruppo Pd: “Ma resto nel partito, da riformista non potrei ritrovarmi altrove”: entrano nel gruppo Serra, Quintarelli, Delle Monache
Viterbo, Comune, Luisa Ciambella si dimette da capogruppo Pd: “Ma resto nel partito, da riformista non potrei ritrovarmi altrove”: entrano nel gruppo Serra, Quintarelli, Delle Monache

Viterbo, Comune, Luisa Ciambella si dimette da capogruppo Pd: “Ma resto nel partito, da riformista non potrei ritrovarmi altrove”: entrano nel gruppo Serra, Quintarelli, Delle Monache

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Pubblichiamo di seguito il testo dell’intervento in apertura  del consiglio comunale del 6 ottobre con cui Luisa  Ciambella si è dimessa da capogruppo del Pd a Palazzo dei Priori: intanto entrano nel gruppo consiliare del partito Francesco Serra, Mario Quintarelli e Lina Delle Monache, si saprà nei prossimi giorni il nome del nuovo capogruppo:    

Grazie Presidente, buongiorno colleghi,

chiedo la parola in via eccezionale per una comunicazione urgente che mi preme particolarmente.

Parto da una riflessione a cui ci invita il Santo Padre con l’enciclica “Fratelli Tutti”,  presentata qualche giorno fa,  che ci dice: “Per rendere possibile lo sviluppo di una comunità mondiale è necessaria la migliore politica, posta al servizio del vero bene comune” e poi: “Per molti oggi la politica è una brutta parola, e non si può ignorare che dietro questo fatto ci sono spesso gli errori, la corruzione, l’inefficienza di alcuni politici, A ciò si aggiungono le strategie che mirano a indebolirla, a sostituirla con l’economia o a dominarla con qualche ideologia. E tuttavia, può funzionare il mondo senza politica? Può trovare una via efficace verso la fraternità universale e la pace sociale senza buona politica?”. “Davanti a tante forme politiche meschine e tese all’interesse immediato, ricordo che la grandezza politica si mostra quando, in momenti difficili, si opera su grandi principi e pensando al bene comune a lungo termine”.

A questi insegnamenti e riflessioni mi sono affidata per arrivare alla decisione che formalizzerò stamattina.

La commissione di garanzia regionale ha deciso di ammettere il consigliere Mario Quintarelli nel gruppo del Partito Democratico. Premetto che mai mi sono detta contraria all’ingresso nel gruppo di Mario Quintarelli come di altri colleghi se lo avessero chiesto, ma come ho avuto modo di scrivere a Mario, come formalizzato nei documenti rimessi al partito e come peraltro detto in consiglio comunale lo scorso 5 maggio; non solo sono d’accordo ma per farlo era ed è necessario attivare un percorso politico che consenta a tutti di capire cosa è accaduto. Un percorso politico che possa riflettere sul perché è accaduto ciò che è accaduto e per iniziare tutti insieme a lavorare per rimuovere gli errori compiuti da tutte le parti sì, ma con i vari distinguo necessari. Tutto questo per poter proseguire nella convinzione di un progetto comune che ci deve rappresentare tutti tenendo conto del fatto che ci siamo presentati ai viterbesi su piattaforme differenti. Percorso indispensabile che andava attivato nel rispetto degli elettori che hanno scelto il Partito Democratico lo scorso giugno 2018 e per dimostrare la giusta maturità che la questione richiede da parte di tutti. Questo mio appello al dialogo, al confronto, ad attivare un percorso di ricostruzione è stato completamente ignorato, meglio dire calpestato dal PD locale tanto da arrivare ad una decisione che potrebbe essere impugnata a livelli giuridici diversi, interni ed esterni per gli errori grossolani presenti oltre che per i vizi di forma e tutto ciò che potrei fare. Ma che ho deciso che non lo farò.

Ciò che è accaduto alle scorse elezioni comunali al partito democratico viterbese, alla compagine che il partito regionale ha riconosciuto, a quel partito di cui la sottoscritta era la candidata sindaco legittima è sotto gli occhi di tutti. Un ballottaggio che non è arrivato per chiare responsabilità di chi ha scelto deliberatamente di presentarsi contro, per ragioni altre, per ragioni che devono essere dimenticate perché nessuno intenda cavalcarle ancora. Il rispetto delle regole è fondamentale per garantire la vita democratica ad ogni livello, sempre.

Pur non condividendo la scelta, mi ripeto che l’interesse generale ma soprattutto quello dei cittadini che non sono minimamente interessati a diatribe di questo tipo è sacro e deve essere salvaguardato su tutto. La difesa anche all’interno degli organi di garanzia del Pd che ho intrapreso fino a ieri era il naturale atteggiamento di chi ha la responsabilità di difendere un progetto e un gruppo di persone che hanno creduto in quel progetto, ma una difesa che da oggi intendo abbandonare completamente.

Il mio partito a livello territoriale non intende attivare percorsi politici di ricostruzione, non lo condivido, ne prendo atto ma per me queste volute diatribe finiscono qui, oggi.

Ritengo che sia giunto il momento di sotterrare l’ascia di guerra da parte nostra noi lo facciamo perché, nonostante siamo convinti di essere vittime di una prevaricazione e un’arroganza continue che niente hanno a che vedere con la politica e con i problemi della gente, comprendo che è tempo di guardare al futuro, è tempo di tornare tutti a lavorare esclusivamente per i cittadini nel segno del “bene comune”. Rinuncio ad ogni pur legittima impugnativa di atti ingiusti perpetuati perché la mia attività politica e quella del mio gruppo sono tesi nella direzione dei diritti della gente e contro la prevaricazione di una gestione del potere autoreferenziale e trasversale avulsa dalla tutela delle nostre comunità. Su questo mi confortano le continue richieste di interessamento a risolvere problematiche reali dei cittadini della nostra città e dell’intera Tuscia che ricevo quotidianamente.

Ringrazio i cittadini per la fiducia che hanno riposto e ripongono in me, in una donna che resta un obiettivo da ridimensionare o abbattere di una politica che ha perso l’unica voce che dovrebbe avere: quella della rivendicazione dei diritti del proprio territorio.

Mi conforta il lavoro e la passione della mia squadra che in un clima difficile accettò di imbarcarsi in questa avventura pagando troppo spesso in prima persona questa scelta. Tutti abbiamo pagato e continuiamo a pagare per aver scelto un percorso legittimo e difficile senza gli strumenti che favoriscono l’incontro tra domanda ed offerta del potere.  Ringrazio loro come ringrazio gli oltre 13000 viterbesi che ci hanno scelto come quelli che nel cammino si sono aggiunti e si aggiungeranno, dico loro che il percorso è tracciato e non ci fermeremo.

Dico loro come dico a tutti quelli che mi chiamano e scrivono ogni giorno: continuerò a battermi per la giustizia sociale mettendo la faccia sempre su tutto ciò che ritengo iniquo e non rispettoso del cittadino.

Ancora di più in tempo di pandemia non può più esserci spazio per diatribe inutili.

Ognuno di noi è nella vita privata ciò che è nella vita pubblica. Ciò che i cittadini vedono è quello che abbiamo deciso di essere nei confronti dell’interesse generale. In nome di questo si può scegliere di stare tra quelli che alimentano con i loro atteggiamenti, anche inconsapevoli, il sentimento dell’antipolitica e si può scegliere di stare nell’altra fila, la seconda, spesso poco affollata. Tra quelli che per le proprie idee, per le proprie proposte, per la giustizia sociale, per l’equità e il rispetto delle regole sono pronti a sacrificarsi anche personalmente. Io e la mia squadra abbiamo scelto di stare nella seconda fila, aspettando che torni la politica del “bene comune” ed impegnandoci ad alimentare la politica del noi e non dell’io, lavorando per la politica e non per la sola gestione del potere che serve a trovare preferenze personali al momento opportuno, penalizza il PD, come bene si vede dagli ultimi risultati, ma soprattutto non cambia la vita delle persone in meglio. Aspettando e costruendo la politica che sa stare dalla parte giusta, quella dei cittadini. Sappiamo che potrà essere un’attesa lunga ma per noi rappresenta l’unico modo che conosciamo per poter fare il nostro dovere. Per dirla con Papa Francesco :   “Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio”.

Oggi dopo un percorso tutto in salita, intriso di sofferenza politica, personale e collettiva perché consapevoli di combattere contro una modalità che tutto è tranne che politica, che tutto è tranne che bene comune, ci rendiamo conto che questo percorso avvelenato non ci appartiene più, questo percorso a mio avviso dannoso non ha un senso e lo lasciamo continuare ad altri se lo vorranno, auspicando che tutti decidano prima o poi di abbandonarlo. Noi guardiamo al futuro e seppur non possiamo fare a meno di vedere come il mancato rispetto delle regole porti a volte a calpestare anche la dignità delle persone, guardiamo oltre e non solo autorizzo Mario, a cui mi lega un affetto personale verso il padre e la sua famiglia, ad entrare nel gruppo, ma invito e autorizzo il collega Francesco Serra e  Lina delle Monache ad entrare subito nel gruppo del Partito Democratico se lo desiderano. Non so se sono già iscritti al PD per questa annualità ma potranno certamente in un secondo momento provvedere. Ci tengo a sottolineare che mai ho nutrito rancori personali nei loro confronti, tutto ciò che è stato lo definisco divergenza politica, ragioni politiche profondamente diverse.

In ragione di tutto questo il mio lavoro da capogruppo del Partito Democratico che democraticamente e onestamente si presentò agli elettori nel 2018, termina qui.

Rassegno presidente le mie dimissioni da capogruppo del Partito Democratico a Palazzo dei Priori per il rispetto che devo ai miei elettori, ai miei candidati e a tutti coloro che hanno riposto in me la loro fiducia, queste dinamiche sono incomprensibili in fondo anche alle persone di buona volontà che mi hanno sostenuto e me ne scuso. Gli chiedo solo di fidarsi di me e di capire ed essere consapevoli che noi facciamo parte della seconda fila, quella di cui parlavo prima. Mi scuso con loro perché non tutti potevano sapere che per sposare un progetto politico per la città avrebbero rischiato di perdere in moltissimi casi, per singolari coincidenze, anche le proprie certezze lavorative e personali oltre che la propria serenità. E’ un grosso rimorso per me ma quando li ho coinvolti non potevo immaginare che la politica e la dignità umana sarebbero state messe al bando.

Resto convinta che la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta, è l’unica possibile per gente come noi.

Resterò nel gruppo del PD e lavorerò se possibile perché ci siano le condizioni di rispetto umano ancora prima che politico.

La nostra voce e il nostro lavoro non mancheranno mai. Le nostre battaglie per gli ultimi, le famiglie, i giovani e gli studenti, continueranno ad essere come sempre il nostro unico obiettivo. Le nostre battaglie per una gestione sana dell’acqua pubblica che è un diritto fondamentale non si fermerà, le nostre battaglie per la tutela del territorio, del suo paesaggio continueranno quotidiane.

La nostra voce libera continuerà ad essere presente con passione e determinazione sempre.

Resto convintamente iscritta al Partito Democratico perché sono una Democratica, una dirigente nazionale del mio partito e una dirigente regionale di Base Riformista, la mia area di riferimento. Credo fermamente nei valori che animano il PD. Sono una accanita riformista e non potrei ritrovarmi in altri luoghi politici.

Noi aspiriamo ad essere i “figli politici” di Aldo Moro, siamo il segno del cattolicesimo popolare appassionato, convinto, vogliamo essere un pezzo importante dentro a un percorso in cui tutti devono avere diritto di cittadinanza così come sostiene il nostro Segretario Nicola Zingaretti che a livello nazionale, in controtendenza con il nostro territorio, evidentemente e quotidianamente lavora in questa direzione: quella unitaria. Una unità che non è unanimismo ma pluralismo di valori e di proposta come ricchezza inestimabile da preservare e alimentare sempre se, come credo, il Partito Democratico vuole arrivare a rappresentare la Comunità nazionale nella sua complessità, come è nella sua vocazione originaria.

Auguro al gruppo del PD, a tutta l’opposizione e alla maggioranza un buon lavoro, vi ringrazio per il vostro tempo e la vostra pazienza.

Luisa Ciambella

Viterbo, lì 06/10/2020

 

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