Home Politica Viterbo, Comune, e venne il giorno che Insogna “finì ” i partiti e non si candidò più (?!!?)
Viterbo, Comune, e venne il giorno che Insogna “finì ” i partiti e non si candidò più (?!!?)

Viterbo, Comune, e venne il giorno che Insogna “finì ” i partiti e non si candidò più (?!!?)

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Questo è il periodo delle anime candide, degli atti di dolore, tutti che fanno mea culpa per l’esito sfavorevole dell’azione amministrativa della giunta Arena, tutti che puntano l’indice contro l’intero consiglio comunale reo di ogni nefandezza, tutti che stigmatizzano la grande perfidia che mosse gli sfiducianti dal notaio che preferirono il “vile gesto” ad una discussione in consiglio (con chi poi se il 90% del Pd appoggia Arena dal suo insediamento?).

Organo ufficiale di questo pianto greco di provincia più defunta che depressa il gazzettino dei gazzettini (stra-local) che oggi ospita le dolorose e polemiche dichiarazioni del globetrotter di Palazzo dei Priori, l’uomo che ora “minaccia” (promette?) addirittura di non candidarsi più perchè stanco di questa confusione che gira intorno, il più a destra dei socialisti di destra, l’uomo che divenne cinico per arrotondare lo stipendio fisso che ha, il “qualunque-lista” Sergio Insogna.

Uno dei pochi che si dimise da una nomina, da presidente della Consulta del Volontariato, senza specificare perchè: uno che passò da Michelini ad Arena per salvare il “suo” festival sui fumetti e che mai però in 3 anni e mezzo di amministrazione si segnalò, anche solo per aver accompagnato ad attraversare la strada una vecchina a via ascenzi.

Sempre pronto a criticare gli altri, mai se stesso, se calcoliamo che l’esile consigliere suddetto nel corso della sua lunga carriera politica ha cambiato tutti i partiti possibili e immaginabili, definendosi forse con senso dell’umorismo talmente sopraffino da essere incomprensibile, “un socialista”.

Un socialista che ora potrebbe davvero aver finito i partiti ed aver scelto i giardinetti per il suo futuro, se non fosse che già si è di nuovo spostato verso la finta sinistra del pd viterbese (assieme agli indecifrabili socialisti,  per modo di dire,  local):  attratto dall’alleanza in provincia, da qualche spicciolo che potrebbe toccargli ha già votato Romoli presidente, l’ennesimo tocco di classe.

Ovviamente l’house organ del Lukashenko dei Cimini ora lo ospita trionfante addirittura con “strilli”, aperture anti-notaio, baci e abbracci.

Ma sì, se non avesse finito i partiti sembrerebbe quasi un nuovo annuncio di cambio casacca bello e buono.

(p.b.)

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