Home Politica Viterbo, Comune, è nato Sbarellìk, il censore della pubblica moralità (degli altri), cronache di un consiglio comunale da supereroi all’acqua cotta
Viterbo, Comune, è nato Sbarellìk, il censore della pubblica moralità (degli altri), cronache di un consiglio comunale da supereroi all’acqua cotta

Viterbo, Comune, è nato Sbarellìk, il censore della pubblica moralità (degli altri), cronache di un consiglio comunale da supereroi all’acqua cotta

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Ieri è accaduto un evento che passerà agli annali al consiglio comunale: nel bel mezzo della discussione il portavoce di Viva Viterbo Giacomo Barelli ha smesso i panni del semplice  consigliere e con un gesto di forza e convinzione semplice, il lancio di una bottiglietta d’acqua minerale in un cestino, ha indossato i panni di un nuovo eroe, Sbarellik, il difensore della moralità pubblica (quella degli altri only).

Con la S che cresceva a dismisura sul petto eccolo il neo-nato Sbarellik che conquista la scena, si illumina di luce eticamente corretta e punta l’indice contro tutto e tutti. Lui è l’incarnazione del bene, dell’amore per il prossimo, gli altri, tutti gli altri, da consegnare al giudizio severo di un intero consiglio: il capogruppo di Fondazione Santucci diventa l’orribile immobiliarista che voleva costruire casette per il mercato spendendo cifre iperboliche, Luisa Ciambella il politico che agisce solo per interessi particolari, specifici e che addirittura si permette di non accettare i suoi diktat e quelli dello zio adottivo Alvaro Ricci (l’inelegante e proterva maleducazione mostrata dai consiglieri del csx nei confronti dell’ex capogruppo la dice lunga sulla concezione delle donne che caratterizza i medesimi).

Barelli-Sbarellik vola nel suo iperuranio di convinzioni auto-costruite, carica il suo egocentrismo a pallettoni, si erge a mente superiore, ad occhio divino che tutto vede e giudica. Peccato che la sua parte umana, l’avvocato Barelli, lo ha recitato benissimo il suo ruolo di comune padre di famiglia con l’occhio paperoniano a foma di dollaro: il suo movimento civico (più partito personale, nei fatti) per altri motivi non nacque che per sfruttare la notorietà acquisita da filipporossi con Caffeina: ricordiamo gli anni poco gloriosi dell’accordo Pd-Dentro le mura-Viva Viterbo, l’amministrazione Michelini che appaltò l’assessorato alla cultura, al turismo, per quasi un lustro ai vivaisti viterbesi, il suicidio di un centrosinistra che con questa scellerata scelta si castrò,  perse credibilità, uccise il pluralismo, affidando ogni progetto (ben pagato) ai colonizzatori del nulla.

Barelli di quell’epoca fu uno dei protagonisti principali profanando un assessorato alla cultura con scelte familiste e calcoli di bottega: e lo stesso avvocato superuomo fu tra i principali artefici del disastro caffeina, di cui era legale e socio, e immagine politica, perchè quest’ultima è sempre stata legata al business di una fondazione, a finanziamenti, ricavi, gettoni, tutto quello che niente ha a che fare con un beneficio collettivo,

Sbarellik quando rinfaccia le casette a Santucci, ricordasse quelle che i suoi amici-soci fecero montare a Piazza del Comune, una roba invereconda che mise in ridicolo il decoro urbano di un’intera città: quando attacca la Ciambella di inseguire un’interesse particolare contasse fino a 3, perchè queste cose le può dire solo uno in un forte stato di ebbrezza o un altro che non si è mai guardato allo specchio, e magari non osa neanche toccarsela la faccia perchè sa che è di bronzo.

Dispiace solo che Barelli che in ogni caso è parso sempre tra i pochi movimentatori di un consiglio comunale da età della pietra , con un’attenzione ai temi di mafia e legalità che almeno teatralmente è sembrata spesso esserci, da qualche tempo sia  annegato in una figura di azzeccacarbugli provincialotto e iracondo con il complesso di superiorità malinconico e stra-local.

Vanno male le sue cose, non riceve più incarichi confezionati con  carta regalo come gli anni scorsi? Perchè si lascia andare ad odi e attacchi personali che potrebbero indicare un forte stato di depressione-frustrazione? Perchè addirittura fa squadrismo in aula contro chi non fa parte del suo giro? Cosa c’è che non va? Eppure la moglie in Provincia la ha piazzata, la mamma in fondazione caffeina o similia pure, dice di essere impegnatissimo sul lavoro, che gli succede?

Intanto le luci (anche quelle del mai dimenticato festival) si vanno spegnendo su di lui, che si sta conquistando a grandi falcate l’irrilevanza politica, ormai prepariamoci al super-eroe all’acqua cotta che è uscito fuori da lui, Sbarellik, è lui che continuerà le gesta dell’ex assessore alla cultura con il conflitto di interessi più macroscopico di tutti i tempi.

Ps qualcuni gli dica che di questi tempi anche i super-eroi mettono la mascherina in consiglio comunale, che ne scriva io o meno.

 

(pasquale bottone)

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