Home Politica Viterbo, Comune, Cultura, Fdi contro la libertà di critica, “Consigliere Buzzi, l’assessorato alla cultura non è nè suo nè del suo partito, lo ricordi”
Viterbo, Comune, Cultura, Fdi contro la libertà di critica,  “Consigliere Buzzi, l’assessorato alla cultura non è nè suo nè del suo partito, lo ricordi”

Viterbo, Comune, Cultura, Fdi contro la libertà di critica, “Consigliere Buzzi, l’assessorato alla cultura non è nè suo nè del suo partito, lo ricordi”

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Quando fu nominato assessore alla cultura più come uomo di fiducia del partito che come tecnico (non ne ha i titoli nè le competenze) Marco De Carolis disse che avrebbe avuto un dialogo continuo e diretto con le associazioni e che sarebbe stato a disposizione per altri soggetti che avessero voluto proporre idee e rassegne inedite alla sua attenzione. Una apertura completamente disattesa da due anni ormai,  Covid o non Covid, visto che l’assessorato è diventato completamente di partito e ad averci a che fare sono stati solo gli amici di Rotelli e gli amici degli amici. Per il resto l’uomo di partito assessore non ha fatto altro che affidare la rassegna teatrale dell’Unione all’ente regionale solito e confermare le manifestazioni già convenzionate con il comune. Poi Cristicchi e il  capodanno per far lavorare in qualche modo il circuito maurorotelliano e  basta: solo cose di famiglia o al massimo ereditate dalla scorsa amministrazione, per intenderci.

Qualche giorno fa i consiglieri Antoniozzi ed Erbetti si  sono permessi di criticare un assessorato fermo, inesistente e diretto dall’alto, parlando di mancanza di progetti, ritardi clamorosi  e cultura abbandonata a se stessa.

Non l’avessero mai detto, oggi il capogruppo Buzzi di Fdi li ha riportati all’ordine in “fez e camicia nera”, definendoli provenienti da un’altra galassia, santificando il nulla di De Carolis (e quindi di Rotelli, Grancini e  Max Capo) e permettendosi addirittura di etichettare il bando di concorso per la cultura in partenza (una presa per i fondelli vera e propria, che solo un dirigente buono per ogni stagione come Celestini poteva firmare) un di più per “poveri cristi” bisognosi di arrotondare il cachet per piccolissimi eventi senza storia (mica quelli “raccomandati convenzionati”).

Il problema è capire se si tratta di appuntamenti così infimi perchè il comune vi istituisca addirittura un bando, così spreca i suoi soldi?

Buzzi figlio di una cultura illiberale ed autoritaria da sempre, si crede il padre nobile di tutto, l’uomo che non deve chiedere mai, il puntualizzatore finale.

Ma farebbe bene a tenere conto che l’assessorato alla cultura non è nè suo nè del suo partito.

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