Home Politica Viterbo, Comunali, “Magna Canepina” di Lukashenko Cimino lancia la “signorina buonasera” Troncarelli come sindaco, campagna elettorale con i fondi PNRR?
Viterbo, Comunali, “Magna Canepina” di Lukashenko Cimino lancia la “signorina buonasera” Troncarelli come sindaco, campagna elettorale con i fondi PNRR?

Viterbo, Comunali, “Magna Canepina” di Lukashenko Cimino lancia la “signorina buonasera” Troncarelli come sindaco, campagna elettorale con i fondi PNRR?

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Si parla tanto in questi giorni di una più che possibile candidatura a sindaco di Viterbo dell’assessora regionale Alessandra Troncarelli, appoggiata dall’intera coalizione  Magna Canepina del Lukashenko dei Comini, comprendente Pd ( mezzo, e tutto falso sinistro), monostellati, socialisti di Insogna, vivaisti e Forza Italia. Sarebbe un nuovo prestigioso traguardo raggiunto  dalla “signorina buonasera” più nota in Tuscia, di cui ora cittapaese.it  delinea un ritratto.

Le “signorine buonasera” della televisione, pubblica o privata che fosse, sono state per più di sessant’anni un’autentica istituzione. Capelli sempre in ordine, sorriso smagliante, vestiti sobri ma eleganti, le “signorine buonasera” annunciavano i programmi della sera alle vaste platee dei telespettatori. Erano così popolari che il grande imitatore Alighiero Noschese si esibì spesso nella loro divertente parodia. Ora i programmi televisivi sono presentati da incolori spot e banali locandine elettroniche. Da quando la politica è diventata parte integrante della società dello spettacolo, le “signorine buonasera” sono tuttavia inaspettatamente risorte. Non passa infatti giorno che una di queste eterodosse “signorine buonasera” non annunci, con filmati accattivanti e fotografie “posate”, l’alluvione di riforme o di milioni che presto sommergerà le italiche genti.

Di solito fotogeniche sul modello delle loro antesignane, le “signorine buonasera” della politica nascondono un ferreo pugno in un vezzoso guanto di velluto. La provincia di Viterbo, ormai decaduta e non sempre all’altezza della sua Storia, può stranamente vantare una delle migliori “signorine buonasera” della politica in circolazione. Nata e cresciuta, politicamente parlando, sotto l’ala protettrice di Rico il Grande, la “signorina buonasera” in questione è anagraficamente nota come Alessandra Troncarelli.

Sconosciuta ai più, laureata in Giurisprudenza e finta bionda d’ascendenza più piazzacrispina che vanziniana, la sua improvvisa epifania nell’agone politico risale al non lontano 2013. Eletta in quella data consigliere comunale a Viterbo grazie agli sforzi congiunti di Rico il Grande e del padre Enzo (poliziotto e sindacalista), Alessandra Troncarelli ha bruciato rapidamente tutte le tappe. Nel 2015 è nominata assessore ai Servizi Sociali in sostituzione del dimissionario Fabrizio Fersini (nello stesso anno si iscrive anche all’Ordine degli avvocati) e nel 2018, senza neppure passare al vaglio degli elettori, viene proclamata assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio. Dietro l’irresistibile ascesa di questa absolute beginner non è difficile intravedere la corposa silhouette dell’atticciato Rico il Grande. Il dinamico consigliere regionale, gliene va dato atto, è un uomo che ama le donne. Ma solo politicamente. La morigeratezza dei suoi costumi è infatti nota dalle Alpi al Lilibeo, da Canepina a San Martino al Cimino. Alessandra Troncarelli, oltreché la preferita, è anche la migliore allieva dell’attuale azionista di maggioranza del PD.

In poco più d’un lustro, e passando da un assessorato stra-local a uno stra-regional, l’allieva ha superato il maestro. “Signorina buonasera” sin dai suoi esordi, Alessandra Troncarelli cannoneggia giornali e siti con martellanti annunci di Grandi Finanziamenti. Sorridente e leggiadra, “la signorina buonasera” in realtà schiavizza il suo ufficio stampa, che ogni giorno che Dio manda in terra è costretto a vergare un iperbolico comunicato. “Due milioni per associazioni culturali e APS”, “Disabilità, dalla Regione Lazio 2,3 milioni di euro”, “Distribuiti buoni spesa per l’acquisto di beni alimentari e medicinali per 34 milioni”, “2,6 milioni di euro per la terza età dalla Regione Lazio”, “Dalla regione 8 milioni per gli enti del terzo settore attivi nell’emergenza Covid”, “Regione Lazio, bando da tre milioni per le cooperative sociali”.

Ormai Venerata Maestra della politica, l’assessora buonasera affetta da “annuncite” cronica solo in un’occasione non ha suonato la grancassa della propaganda. Quando, dopo le polemiche sorte, ha laconicamente annunciato di aver rinunciato “per una questione di opportunità […] al concorso pubblico per la copertura a tempo indeterminato di 23 posti di collaboratore amministrativo professionale presso le Asl di Latina, Frosinone e Viterbo”. Rico il Grande, un po’ distratto, non le aveva detto che non è elegante che gli assessori partecipino ai concorsi banditi dalla regione da loro stessi amministrata. Consideriamolo un peccato veniale di una “signorina buonasera” di grande avvenire.

(Peppino Pulitzer)

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