28 Novembre 2022

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Viterbo, clamoroso a Palazzo dei Priori: Daspo urbano, la dirigente: “Hanno firmato al posto mio, ma io ero al lavoro”

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Ancora un altro fatto clamoroso a  Palazzo dei Priori, come riportato stamane da Quinta Epoca: in occasione dell’applicazione del Daspo, dello scorso 5 settembre, la dirigente Mara Ciambella era regolarmente al suo posto di lavoro, ma non le fu chiesto di firmare l’atto. Ecco le dichiarazioni della Ciambella al suddetto giornale: ” l dirigente gli atti li vede tutti. Io non sono stata informata il 5 settembre che è stato applicato il daspo. E il 5 ero in servizio. Loro hanno applicato il daspo il 4 settembre. Prima di trasmettere gli atti dovevo essere informata o no? Il 5 ero regolarmente in servizio. Io sono comandante della Polizia Locale, dell’anagrafe che sta a piazza Fontana Grande, dell’Ambiente e  del ced che stanno a via Garbini e della Polizia locale che sta a via Monte Cervino.  Da quando sono dirigente di questi due settori che hanno varie sedi di lavoro, mi devo spostare da un ufficio all’altro. Ma mi rintracciano sul telefono e arrivo. Io il 5 settembre non stavo dentro al comando, ma ero regolarmente in servizio presso il comune di Viterbo. E nessuno mi ha chiamata  Ci sarà un’indagine amministrativa che chiarirà se Piergentili poteva firmare. Io posso solo dire che ero regolarmente in servizio. Il modulo di trasmissione riporta scritto in stampatello il mio nome. Ho visto la nota di trasmissione che ha fatto Piergentili alla Questura. Sul mio nome, Mara Ciambella, è stato fatto un tratto e ha firmato Piergentili. Ma questo tu lo fai e il comandante non c’è. Io ho chiesto a Piergentili con una nota protocollata perché non mi ha sottoposto la pratica. Lui ha risposto che era solo una trasmissione degli atti. Ma non è questo il punto. Io non sono stata nemmeno informata che era stato applicato il daspo.  Il Tso che viene applicato, viene firmato dal sindaco e inoltrato con la firma del comandante. Non vedo che Piergentili firma il Tso”.

Ed ora a pronunciarsi sulla vicenda dovrà essere l’ufficio personale: “Sarà compito suo dire-conclude Maria Ciambella –  se il responsabile più alto in grado può firmare per conto del comandante quando il comandante è in ufficio. Non è cosa nella quale io voglio entrare. Io ero in servizio e non sono stata informata né che è  stato fatto il daspo né  che il provvedimento è stato inviato alla Questura. Sono stata sorpassata su tutto. Sarà ora l’amministrazione che dovrà dire. Ma non potrà dire che non ero in servizo. C’è il cartellino”.

(r.s.)

 

 

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